Arte e cultura all'inizio del Novecento


Nel periodo precedente alla Prima Guerra Mondiale ci fu un periodo di ottimismo verso il futuro, grazie anche a molti servizi innovativi tra cui l'energia elettrica, le strade asfaltate, le fogne e i trasporti pubblici. Le novità tecnologiche divennero presto raggiungibili a tutti. Questo periodo venne, in seguito, nominato Belle Époque perché era un periodo di cui tutti avevano nostalgia. Parigi fu la "città- vetrina", la capitale europea del turismo, dello spettacolo, dell'arte, della cultura, dello sport e della moda. Questa atmosfera fu alla base di molte iniziative tra cui la costituzione della Fondazione Nobel e del Comitato Olimpico, da parte di Pierre de Coubertin. In quel periodo nacquero l'antropologia culturale la psicoanalisi, detta anche psicanalisi, ideata da Sigmund Freud. In campo letterario si affermò il Decadentismo che ebbe come rappresentanti francesi Baudelaire, Rimbaud e Verlaine; come maggiore rappresentante inglese Oscar Wilde; come rappresentante tedesco Mann e come rappresentanti italiani Giovanni Pascoli, Gabriele D'Annunzio, Luigi Pirandello e Italo Svevo. Del Futurismo letterario si ricorda Marinetti e in campo pittorico Balla, Carrà, Boccioni, Picasso e Braque.

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