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Arte gotica

Il gotico porta fino alle estreme conseguenze la tecnica costruttiva romanica.
Nella struttura dell’architettura gotica la campata rimane, le volte a crociera sono ancora costolonate, ma l’arco non è più a tutto sesto, bensì ogivale, molto più alto e acuto. Questo arco acuto rendeva le chiese più alte e, di conseguenza, permetteva di illuminarle meglio rispetto alle buie chiese romaniche. Nell’arco a tutto sesto, quando la spinta arriva alla base dell’arco, scende verticalmente e l’arco rimane quindi in equilibrio; nell’arco in sesto acuto, alla base dell’arco ci sono delle spinte oblique. Per far sì che l’arco rimanga in equilibrio, gli archeologi gotici creano l’arco rampante, che raccorda le esigue spinte delle volte costoro nate sui robusti contrafforti di sezione maggiore lungo i perimetri delle navate laterali, facendo assorbire tutte le spinte delle volte in crociera ogivali sui contrafforti. Il muro, perciò, si smaterializza, e lascia il posto alle grandi finestre.

Affinché il muro non perdesse la sua compattezza, nel muro si aprivano soltanto delle monofore. Le finestre c’erano, ma non erano molto ampie.
Nell’architettura romanica, si aveva la campata nella navata centrale e i muri lungo le navate laterali; nell’architettura gotica, invece, il muro non c’è nemmeno lungo navate laterali.
L’abate Sugelio è un importante abate francese che resse per un periodo il trono francese in vece di Luigi VI, che dovette partire per una crociata. Egli vuole che le chiese siano fortemente illuminate al loro interno. Si parte da un assunto teologico, ossia quello di rendere la spazialità interna della chiesa più illuminata perché la luce veniva ritenuta il simbolo di Dio.
All'abate Sugelio si deve la costruzione dell’Abazia di Saint Denis. Egli intraprende l’opera di ricostruzione della facciata della chiesa, triplicando l’entrata e innalzando le due torri. Le mura della basilica non vennero modificate, perché si credeva, secondo la leggenda, che fossero state consacrate da Dio stesso. Successivamente Sigelio si occuperà del coro: questo è il primo elemento grazie al quale si potrà configurare l’arte gotica. Il coro dell’abbazia fu costruito all'insegna di quel linguaggio che noi oggi chiamiamo gotico.
Questo accentuato verticalismo delle chiese gotiche, suggerito dall’arco a sesto acuto ogivale, permettono la codifica della struttura a campata, sia nella navata centrale, sia nelle navate laterali; ci sono solo contrafforti (tra i più grandi, si aprono ampie finestre), mentre il muro non c’è più.
L’architettura gotica, dunque, si rappresenta come un’architettura a vista; si delinea dunque l’estetica di un nuovo linguaggio ingegneristico-strutturale che è il linguaggio gotico; il gotico non tende a nascondere gli archi e le strutture dentro il muro, ma il pilastro viene messo in evidenza, diventa una nuova estetica.
La struttura della chiesa gotica sta allo scheletro dell’uomo come l’architettura classica sta al corpo dell’uomo.
La tradizione romanica è stata talmente forte in Italia che ha attutito il gotico; ecco perché questo linguaggio non si è sviluppato in Italia. Il gotico è arrivato in Italia nin punta di piedi, introducendo nell'architettura romanica solo alcuni elementi di architettura gotica, come l’arco a sesto acuto.
Nella Chiesa di Santa Croce si notano le volte in crociera ogivali e la presenza della luce. La cattedrale di Assisi è romanica, ma il gotico possiamo notarlo sul portale d’ingresso. Da questi esempi capiamo che nell'architettura romanica italiana il gotico è rintracciabile solo da alcuni elementi, ma manca la sintassi del gotico, che si trova invece in Germania e in Francia.

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