Alla fine del 300 c’è un rinnovamento della pittura, la quale si distacca dallo stile bizantino per avere naturalismo (vedi arte classica). Ciò avviene con Giotto (fiorentino) e Simone de Martini (senese). C’erano già inizi di cambiamento, Cimabue a Firenze, Guccio di Buoninsegna a Siena.

Giotto (Firenze)


Giotto abbandona il mondo bizantino per la classicità romana e mostrerà attenzione per la realtà. La resa delle figure e dello spazio è in modo concreto e reale.

Il ciclo di affreschi nella basilica superiore di san Francesco ad Assisi è un’opera in giovane età.
(alcune sono del maestro delle storie di Isacco)
Figure volumetriche, espressive, atteggiate in maniere varie ed appropriate. Le figure sono frontali o a tre quarti, o di spalle ( ne troviamo poche ad Assisi, di più a Padova nella cappella degli Scrovegni). La concezione dello spazio è a tre dimensioni, le scene nella natura sono molto precise, c’è una prospettiva empirica basata sull’osservazione diretta e sull’esperienza. Non c’è la precisione geometrica di Brunelleschi, dunque la prospettiva empirica non è esatta.

Giotto ripropone la realtà vera con i suoi caratteri, viene rispettata l’anatomia, c’è volume e i volti sono espressivi; rappresentano dolore, rabbia, spavento, sorpresa insieme a gesti adeguati. I caratteri fondamentali di Giotto sono sempre uguali, ma matura con l’età.
- Basilica superiore di Assisi;
-Cappella degli Scrovegni (Padova);
-Cappelle di Santa Croce a Firenze (gotico francescano), cappelle dei Peruzzi e dei Bardi;
- Croci vedi Santa Maria Novella;
-Madonna in trono definita Maestà.

Maestà di Giotto: (Madonna d’Ognissanti; Galleria degli Uffizi, Firenze)


Madonna in Trono detta Maestà; l’architettura è tridimensionale anche intorno a lei e non solo ai lati. Il fondo è d’oro e ciò è un elemento di preziosità dell’opera. (è già una rivoluzione)

Cappella degli Scrovegni, Padova; Giotto


Completamente dipinta da Giotto, il colore prevalente è il blu. Nei tondi troviamo i Santi, Cristo, ecc.
La controfacciata è decorata con il giudizio universale. Giotto segue le sovrapposizioni dei santi, c’è Cristo nella Mandorla (immagine a sinistra) e Cristo in basso. I dannati sono trascinati all’inferno da Lucifero. Alla parte destra del Cristo nella mandorla abbiamo i salvati che escono dalle tombe e salgono al cielo. La croce è vuota e ai piedi della croce c’è il committente Enrico Scrovegni, lo fa costruire per i peccati d’usura del padre. È rappresentato ai piedi Effetti cattivo governo; vedi della croce con un modello della cappella. Dall’alto abbiamo tre registri di scene che si corrispondono destra/sinistra.
1) In alto troviamo le storie di Anna, Gioachino e della Vergine
2-3) Storie di Cristo più specifiche.
4) La quarta fascia più in basso finge da zoccolo marmoreo, sono dipinte piccole statue, su un lato i vizi e sull’altro le virtù. Vizio e Virtù rappresentate a monocromo come sculture.

Le scene importanti sono:
- Bacio sulla porta aurea (L’incontro di Gioacchino e Anna alla porta aurea)
- Compianto su Cristo morto
- Bacio di Giuda
Compianto su Cristo morto: Cristo è deposto dalla croce, prima del sepolcro viene compianto da Maria, Maddalena, ecc. Uno sperone di roccia in diagonale porta il nostro sguardo dal Cristo, il quale è il fulcro. Maria lo tiene abbracciato e lo guarda negli occhi. Maddalena è accovacciata e sorregge i piedi di Cristo, mentre Giovanni evangelista (figura con il vestito rosso) ha le braccia protese in indietro e ci da la misura dello spazio, dunque la percezione della profondità spaziale. Grazie al disporsi in modo libero e naturale capiamo lo spazio, c’è concretezza e realismo.
Spazio disegnato della cappella degli Scrovegni per dare più profondità.

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