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L’architettura gotica in Italia

In Italia il linguaggio gotico si diffonde all’inizio del XIII secolo, soprattutto per opera dei monaci cistercensi, che dal villaggio francese di Citeauz (la latina Cistercium, da cui il nome all’ordine monastico) mossero in tutta Europa per costruire le loro abbazie. Queste sono caratterizzate dalla semplicità, poiché sono espressione di un pensiero religioso che afferma l’importanza della rinuncia e della meditazione spirituale. – Le chiese hanno forme equilibrate e dimensioni contenute; - la decorazione è assente o ridotta ad essenziali interventi scultorei; - lo spazio interno è suddiviso in tre navate, con campate sormontate da volte ogivali; - all’esterno contrafforti sostituiscono gli archi rampanti, in quanto è ridotta la spinta verticale della navata centrale; - è presente il muro continuo; sulle pareti esterne si aprono finestre di dimensioni contenute. Testimonianze esemplari sono le chiese di San Galgano e di Sant’Antimo (Siena) e l’Abazia di Fossanova (Latina). Varianti di questi modelli possono considerarsi le chiese di Santa Maria Novella (dell’Ordine francescano). Anche nelle grandi cattedrali cittadine, come il Duomo di Siena e il Duomo di Orvieto, il nuovo stile si manifesta in Italia con forme più pacate rispetto a quelle dei Paesi d’oltralpe, perché risente fortemente delle tradizioni classica e romanica, imprese nella sua cultura. Alcuni esempi di architettura gotica sono: L’abbazia di San Galgano, presso Siena, fondata nel 1227; veduta interna della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, fondata nel 1228.
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