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Scheda di lettura dell’opera d’arte


Oggetto: cratere a volute (vaso);
Autore: Kleitias (Clizia), il ceramografo e Ergotimo, il ceramista;
Titolo: Vaso François. Il nome proviene dall’archeologo che ha ritrovato questo cratere;
Data di realizzazione: 570 - 560 a.C. circa;
Dimensioni: 66 cm di altezza e 57 cm di diametro;
Luogo di conservazione: Museo archeologico nazionale di Firenze;
Materiali: ceramica dipinta;
Tecnica: figure nere;
Iconografia: sul vaso vengono raffigurate scene mitologiche incentrate sulla storia di Achille.
È opportuno suddividere il cratere in 8 registri, comprese le anse e il piede.
Il primo (superiore) e il secondo (inferiore) registro sono racchiusi nel collo del vaso.
Sul registro superiore, posteriormente, sono raffigurati i 14 ragazzi ateniesi che erano stati inviati a Creta come sacrificio per il Minotauro. Essi sono stati salvati da Teseo e dunque danzano per lui, mentre suona una lira. Arianna viene raffigurata di fronte a Teseo. A sinistra è raffigurata la nave che riporterà i giovani ad Atene. Anteriormente vi è rappresentate la caccia del cinghiale di Calidone, con Peleo e Meleagro.
Sul registro inferiore, su di un lato è rappresentata la corsa dei carri, a cui partecipano 5 uomini greci, in onore di Patroclo. Sull’altro lato è raffigurata la Centauromachia, la battaglia contro i centauri combattuta dai lapiti, tra cui Piritoo, ma alla battaglia partecipa anche Teseo.
Nella spalla del cratere è raffigurato il terzo registro. Qui viene rappresentata la processione degli dei alle nozze di Peleo e Teti. Teti è raffigurata mentre si affaccia da una porta, mentre Peleo è davanti l’edificio in procinto di accogliere gli dei invitati al loro matrimonio. La processione degli dei è guidata dal centauro Chirone e dalla dea Iris. Vi è Dioniso con un’anfora sulla spalla, preceduto da tre donne. Ci sono Calliope, Efesto su di un asino, dietro i carri e Sofilo, il carro di Atena, Artemide e le Moire, il carro di Apollo, il carro di Afrodite, quello di Poseidone e quello di Anfitrite.
Nel ventre sono compresi il quarto e il quinto registro.
Sul registro superiore è raffigurato Achille che sta per uccidere Troilo, sotto le mura di Troia, la furia di Apollo e Priamo spaventato. Dalle porte della città escono i fratelli di Troilo. Sull’altro lato è raffigurato Dioniso che conduce il mulo sul quale vi è Efesto ubriaco che sta tornando all’Olimpo, poi vi è Era con Zeus e Afrodite.
Sul registro inferiore è rappresentato un fregio decorativo, raffigurante piante e animali quali grifoni e una pantera. Sotto ci sono delle decorazioni geometriche a raggi.
Sulle anse sono raffigurate le stesse figure. Sono rappresentate Artemide e Aiace che trasporta il cadavere di Achille, ucciso da Patroclo. È anche raffigurata una Gorgone, per scaramanzia.
Sul piede, tra due fasce decorate, vi è rappresentata la geranomachia, ovvero la lotta fra pigmei e gru;

Stile: questo cratere appartiene all’insieme di creazioni della produzione attica;
Linguaggio: venne utilizzato il porpora per il viso degli uomini e il nero/marrone per le figure raffigurate in generale. In alcune raffigurazioni le proporzioni sono sfalsate per sottolineare l’importanza di qualcuno rispetto a qualcun altro. Ad esempio nella scena in cui Aiace trasporta Achille defunto, Aiace è rappresentato come un uomo molto più basso rispetto ad Achille appunto per sottolineare la differenza di importanza e ceto fra i due;
Iconologia: il significato che si vuole esprimere è quello del dover superare un ostacolo, una sfida, per crescere e passare all’età adulta. Sia nella caccia al cinghiale, che nella sconfitta del minotauro si hanno dei giovani che devono affrontare una sfida e con l’aiuto di una donna riescono a superarla e quindi a crescere e diventare “adulti”;

Biografia: Ergotimo era proprietario di una fabbrica di vasi attici. Dopo Ergotimo, suo figlio Echiro portò avanti la fabbrica. Clizia era un ceramografo, specializzato nella tecnica a figure nere. Non si sa nulla di specifico della loro vita privata;
Profilo artistico-culturale: Ergotimo e Clizia sono stati attività nel secondo venticinquennio del VI secolo a.C.;
Rapporti con altri artisti: Ergotimo e Clizia collaborarono diverse volte. Insieme, oltre al vaso François, idearono altri due vasi a figure nere, una tazza da Naukratis (città dell’Antico Egitto) e altre opere di cui si sono ritrovati solo piccoli frammenti;

Funzioni dell’opera: la funzione di questo cratere era quella di mescolare il vino con l’acqua, come di usanza dell’epoca. Essendo un opera di grande valore, si ipotizza che sia stata commissionata da uno tra gli esponenti dei ceti più elevati ad Atene

Luogo geografico: viene utilizzata la ceramica tipica della zona attica e viene affrontato il tema ricorrente della mitologia;

Situazione storico-artistica: Nei primi anni del VI secolo, ad Atene vi era un logoramento dell'oligarchia a favore della borghesia, a causa delle lotte civili. A capo del popolo vi era un tiranno per ogni città greca, dunque le classi sociali minori cominciarono a far sentire il loro dissenso e il loro desiderio di avere una possibilità di prendere parte al governo.
Giunse un nuovo legislatore, Solone che attuò una riforma eliminando la schiavitù, svalutando la moneta e dividendo la società in quattro classi: i grandi proprietari, i medi proprietari ovvero i cavalieri, i piccoli proprietari, che potevano accedere alle cariche minori e i nullatenenti, i quali non avevano importanza in tema politico, ma erano cittadini ateniesi e non erano schiavi. Nel 550 tornò al governo un tiranno, Pisistrato e governò ad Atene fino al 528 a.c.
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