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I vasi greci


Gran parte della pittura della Grecia classica è andata persa, ma per fortuna ci sono pervenuti molti esempi di pittura vascolare.
I numerosi ritrovamenti archeologici nelle tombe di tutti i centri urbani del Mediterraneo provano il commercio della ceramica dipinta era molto fiorente: infatti i vasi, per uso domestico, rituale, funerario era oggetto di scambio con prodotti di altri paesi.
La produzione avveniva soprattutto nell’ Attica, la regione di Atene e molti pezzi raggiunsero il livello di un capolavoro e quelli più importati portavano anche la firma del pittore e del vasaio. Le figure nere caratterizzavo la produzione attica, funzionante tra il 630 e il 500 avanti Cristo. Il vaso era modellato a mano con dell’argilla molto fine che cuocendo acquisiva un colore rosso-corallo. Quindi si passava alla decorazione con una vernice nera piuttosto lucida. Eventuali particolari erano incisi con una punta che in questo modo lasciava intravedere il fondo della terracotta. Invece, i corpi femminili venivano dipinti con la vernice bianchi e anche altri particolari a cui il pittore voleva dare un risalto particolare. Eventuali decorazioni naturalistiche erano molto stilizzate ed in caso ricoprivano solo spazi molto limitati del vaso come il collo. I soggetto della decorazione era mitologico: le imprese di Ercole soprattutto, ma anche episodi della guerra di Troia o atleti impegnati in giochi olimpici. La base, il collo e le anse erano sempre dipinti in nero e questa dava all’oggetto una grande eleganza. I vasi prendevano nomi diversi a seconda della forma: anfora, pelike (con imboccatura e larga e massima ampiezza in corrispondenza del piede), coppa, idria (per il trasporto dell’acqua, caratterizzata da tre manici), cratere a volute (le cui anse presentavano delle volute) o cratere a calice. Esistevano anche le anfore panatenaiche che venivano offerte ai vincitori, come si fa oggi con i vincitori di una gara. Esse avevano una forma allargata, servivano per contenere olio di vario tipo ed erano sempre decorate con il profilo di Atene, a cura di pittori molto validi. Dalla fine del VI secolo in poi, gli artisti cambiarono modalità di pittura: il vaso veniva verniciato tutto di nero e in rosso rimanevano le figure.
La pittura costituisce una valida documentazione per conoscere gli usi ed i costumi della Grecia classica.
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