Il tempio


Nel corso del VII secolo a.C. la progressiva sostituzione della pietra ai materiali deperibili (legno , pietrisco e mattoni in argilla) nella costruzione degli edifici determina un'evoluzione dell'architettura di prestigio, rappresentata dai santuari dedicati alle divinità greche. Gradualmente, infatti, si ampliano gli ambienti prima costituiti da un unico piccolo vano, aumenta il numero delle colonne (dalle due in facciata fino ai colonnati che circondano tutto l'edificio sacro). Nei primi templi l'uso della pietra coesiste con materiali diversi, anche in uno stesso elemento: colonne con fusto in legno e base e capitello in pietra, elementi decorativi in legno, pietra e terracotta con parti scolpite o dipinte (in genere con colori vivaci per dissimulare la povertà dei materiali).
A partire dal VI secolo a.C., invece, si afferma definitivamente l'uso esclusivo della pietra. Il risultato sarà la forma finale della più importante creazione dell'architettura greca: il tempio.
Il tempio viene eretto, quando la conformazione del terreno lo permette, nella parte alta della polis, l'acropoli. Esso non è solo l'edificio sacro sede del simulacro della divinità cui è dedicato, ma anche il luogo in cui la comunità cittadina si riconosce e si riunisce in occasione delle celebrazioni religiose.
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