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Scultura classica ed ellenistica


Lo sculture greco del periodo classico, con la sua opera, intendeva trasmettere un senso di serenità e di equilibrio per cui si adoperava per sopprimere ogni segno esteriore del sentimento. Invece, lo scultore ellenistico vuole riprodurre tutta la gamma dei sentimenti: la passione amorosa, la furia, l’allegria, la desolazione e l’angoscia; pertanto se il personaggio classico sapeva dominare i propri sentimenti e le proprie reazioni, quello ellenistico non ha alcuna forma di controllo ed esprime liberamente le sue reazioni.
Lo scultore che costituisce un punto di unione fra il gusto classico ed il gusto ellenistico à Lisippo. Esso evolve il canone di Policleto, verso una tendenza più realistica e naturalistica. La sua scultura più nota è l’Apoxyòmenos, di cui ci è giunta una copia eseguita in età romana.
La scultura rappresenta un atleta che, dopo la gara, si sta asciugando il sudore con lo strigile Gli aspetti innovativi rispetto a Policleto sono evidenti: l’artista non idealizza l’atleta, ma lo rappresenta in un istante qualsiasi della sua vita: la figura si allunga, la testa è più piccola ed il peso poggia su entrambe le gambe. Inoltre la lo schema non è più frontale e le due braccia sono tese in avanti.
L’esempio più significativo dell’ arte ellenistica è il gruppo di Lacoonte, scolpito da tre artisti di Rodi e venuto alla luce nel 1506. Lacoonte era un sacerdote di Apollo che si era opposto a fare entrare il cavallo di legno dentro le mura di Troia e per questo fu punito dal dio, facendolo morire con i suoi due figli, fra le spire dei serpenti. Il pathos viene enfatizzato, la muscolatura dei personaggi è possente e il dinamismo che emerge dal gruppo scultoreo è eccezionale. Per questi motivi, la scultura suscitò l’0amirazione degli artisti rinascimentali e soprattutto di Michelangelo.
Un’altra opera ellenistica importante sono la “Nike di Samotracia”. Si tratta di una scultura che inizialmente ornava la prua di una nave. Essa è caratterizzata da un panneggio ricco di pieghe che indicano il soffiare del vento e le forme del corpo che esso ricopre. Particolari sono anche gli effetti di chiaroscuro che ne derivano.
La scultura ellenistica è molto più naturalistica rispetto a quella classica anche per altri motivi da cui derivano altre differenze: essa ritrae ogni aspetto della realtà ed ogni soggetto, non solo umano, ma anche animale (cfr. “Contadino che si reca al mercato con una mucca” risalente alla fine del II secolo a.C.) e non esita a rappresentare spettacoli, che, in epoca classica, sarebbero stati considerati deplorevoli ed indegni di essere immortalati, come “Vecchia ubriaca”, di Mirone di Tebe, che viene colta nel momento in cui se ne sta abbracciata alla sua anfora piena di vino.
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