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La scultura severa (490 a.c-450 a.c)

Fase di transizione: “snodo” di passaggio tra arcaismo e classicismo
Sparisce il sorriso arcaico ma entra l’atarassia, cioè l’imperturbabilità/senza emozioni.
Lo scultore introduce il movimento, eliminando così gli elementi fissi.
Iniziano le sezioni di corpi in ambito scientifico così anche gli artisti riflettono questo aspetto.
Le statue greche si rivoluzionano: la testa si rimpicciolisce e diventa perlopiù sferica; di conseguenza gli occhi e la bocca trovano il giusto posizionamento; le palpebre diventano più consistenti, i capelli non sono più raccolti in trecce, ma sono raffigurati con ciocche ricciolute. La massa muscolare viene ben distribuita su tutto il corpo, si allargano le spalle e si arrotonda il busto; le gambe sono slanciate.
Viene introdotto il bronzo quindi si faceva prima una prova della scultura in terracotta (materiale molto modellabile) così se si sbagliava qualcosa era subito rimodellabile con un po’ di acqua. Appena sicuri dell’opera si versava sopra il bronzo per fare la fusione. Se si sbagliava quest’ultima bisognava ricominciare da capo.

Gli occhi delle statue erano di bronzo o altri metalli.

Tempio di Egina (510-500 a.C, Calcare)


La cella era accessibile attraverso un pronao con due colonne tra le ante e tutto l’edificio era rivestito di stucco.

I frontoni vennero ritrovati nel 1811 e furono restaurati dal danese Bertel Thorvaldsen che ricostruì delle parti mancanti e rimodellò le figure.

• Frontone occidentale (500 a.C)
È quello meglio conservato, ha un linguaggio ancora arcaico. Sono sopravvissute 13 figure
Il tema centrale è Atena Aphaia che non prende parte alla battaglia. Alla sua destra spunta il probabile figlio di Telamone, Aiace impegnato nel duello con la lancia
I Greci si trovano all’interno e i Troiani all’esterno (come le armi).
Più si scendeva sugli angoli più diminuiva quindi così:


• Frontone orientale (490-480 a.C)
Rappresenta stili naturalistici.
Rappresenta una fase della guerra di Troia: Atena è in movimento (sembra quasi un comandante).
Arciere: Ercole/Eracle= figura forte (muscoli). Massa e tensione nelle braccia e gambe. Sorriso arcaico debole.
Guerriero morente: rotazione del tronco verso le gambe


Mirone, il discobolo (copia romana del 450 a.C, Marmo 124cm)

Mirone frequentava molti ginnasi e palestre dove si ispirava schizzando anche gli atleti e da ogni discobolo estraeva il “meglio” e lo rappresentava in un'unica statua.

L’atleta è rappresentato nel momento in cui sta per lanciare quindi i muscoli sono contratti e la tensione è al punto più alto.
Il baricentro è sul piede destro stabile mentre il piede sinistro poggia solo sulle punte, il busto è quasi frontale e la testa è in asse col busto.
Le braccia sono un arco perfetto composto dal braccio destro (col disco) a quello sinistro che poggia sul ginocchio.
La statua è inoltre considerata un semidio perché ha un viso impassibile nonostante lo sforzo.
Le gambe piegate disegnano due triangoli di diversa ampiezza.
La testa è estranea alla tensione muscolare del corpo.
Possiede il kairos.

L’artista greco vuole rappresentare l’ideale non il reale.

Zeus saettante (Poseidon, 460 a.c bronzo, 209cm)

Le materie prime scarseggiavano
Non si sa chi lo abbia realizzato: c’è chi dice che è stato realizzato da Capo Artemisio e c’è chi dice invece che sia stato realizzato da Calamide, un artista proveniente dalla Beozia o dall’Attica, attivo tra il 480-440 a.C..
La statua rappresenta il lancio di un fulmine (se fosse Zeus) o di un tridente (nel caso di Poseidone) per punire atarassicamente (senza emozione).
Busto frontale, volto girato, gamba sinistra salda a terra, destra stante (in piedi). Braccio sinistro→trova il baricentro.
Kritios, efebo (480 a.C, Marmo, 86cm)

Possiede alcuni ideali che saranno poi usati da Policleto: infatti si può notare una lieve rotazione della testa, l’appoggio sulla gamba più arretrata e una rotazione del bacino, il quale si solleva. Queste soluzioni determinano se la statua è in movimento o in una posizione stante; l’appoggio su di una gamba, rispetto ai kuroi arcaici, è veramente innovativo.

Non presenta il sorriso arcaico.

Bronzi di riace (460-450 a.C, bronzo, 205cm)

Ritrovati nel mar Ionio nell’agosto del ’72, i due bronzi sono chiamato guerriero A (il giovane) e guerriero B (il vecchio).
Dagli studi si capisce che questi due bronzi fanno parte di un monumento donario (dedicato a qualcuno) agli eroi Ateniesi caduti durante le guerre persiane.
A metà del 5° secolo statue come questi bronzi erano richiestissimi e c’era una vera e propria “febbre” artistica.
Le statue rappresentano due opliti a riposo, infatti, sono in posizione eretta con la gamba sinistra che accenna al passo.
Si pensa che la mano destra reggesse una spada o più probabilmente una lancia, mentre quella sinistra, tesa, uno scudo.
I volti sono conservati molto bene e si vedono ancora i fori dove andava attaccato l’elmo. Le labbra e i capezzoli sono fatti di rame, i denti di lamina d’argento e gli occhi di pietra.
L’anatomia è ben definita: il corpo è un insieme coerente, coeso.
Il guerriero A presenta un’anatomia più curata e dei muscoli meglio definiti e più tesi rispetto al guerriero B.
Il guerriero A è recato intorno al 460 a.C mentre il guerriero B nel 430 a.C, quando definire la muscolatura era meno importante. Inoltre si pensa che il vecchio sia stato costruito per sostituire eventualmente un altro bronzo.

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