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La scultura ellenistica

Al contrario di quanto succedeva nell’epoca classica, in cui vi erano pochi centri artistici come Olimpia e Atene, nell’epoca ellenistica aveva molti centri e anche dal punto di vista politico vi erano delle differenze: prima avevamo le poleis simbolo di democrazia o aristocrazia, ora invece si erano andati a formare, dal 323 a.c., data della morte di Alessandro Magno, molti stati come il regno macedone, la Grecia, il regno dei Tolomei, il regno di Pergamo…
Molti stati voleva dire anche molte capitali, inoltre, molte corti, presso queste corti, principalmente ad Alessandria, oltre al Re vivevano anche studiosi e artisti, proprio perché in questo periodo la sapienza era diventata molto importante. Queste persone, lavoravano presso la corte e avevano quindi vitto e alloggio, oltre al denaro.
In ogni zona di questo grande impero di stati, vi si parlava la koinè, ossia la lingua comune: il greco, ciò rendeva ogni cittadino non solo cittadino del suo stato ma anche cittadino del mondo, come succede oggi con l’inglese.

In ogni parte si svilupparono diverse tipologie artistiche ma i principi furono gli stessi: l’arte doveva celebrare non più l’idea di collettività, bensì il singolo individuo, puntando quindi alla psicologia del personaggio e arrivando a preannunciare il realismo.

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