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I QUATTRO STILI DI PITTURA PARIETALE DI POMPEI

La maggior parte delle testimonianze pittoriche romane sono a Pompei ed Ercolano e non supera il 79 a.C,anno dell'eruzione del Vesuvio. La pittura parietale usa la tecnica dell'affresco: i pigmenti vengono stesi sull'intonaco ancora fresco in modo che asciugandosi fissi i colori.
Alla fine dell'800 un archeologo tedesco August Mau ha riconosciuto nelle pitture parietali di Pompei quattro diversi stili. L'obbiettivo del primo stile è comunicare un'espressione di lusso, con largo uso dello stucco colorato e a rilievo, esso cerca di riprodurre l'effetto di vere murature in blocchi di marmo ed è detto anche strutturale o a incrostazione.
Nel secondo stile detto architettonico diventa canonica la divisione della parete in tre fasce orizzontali e tre settori verticali a cui dà la forma di una cornice architettonica che ha l'aspetto di un colonnato con tre grandi aperture. Negli spazi liberi si inseriscono vedute prospettiche di architettura. Il terzo stile è più sobrio ed equilibrato, è detto ornamentale, la parete recupera la sua compattezza e preleva il gusto per i pannelli monocromi imprezziositi da esili architetture . Al centro delle pareti compaiono grandi quadri figurati ispirati a veri quadri da cavalletto. I temi sono per lo più mitologici.

Il quarto stile è caratterizzato da una grande libertà inventiva e compositiva, detto fantastico ha in comune con il terzo stile i pannelli monocromi con quadri al centro e del secondo stile eredita le architetture illusionistiche. Questo stile ha interesse per il teatro. Scene di tragedia o commedia vengono rappresentati nei quadri al centro,in alcuni casi un'intera scenografia teatrale può diventare l'unica protagonista della decorazione.

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