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Il Partenone

E' l'opera maggiore dell'età classica, detta anche "Erga Periklèus", "opere di Pericle"; la ricostruzione dell'Acropoli e del Partenone, infatti, avviene sotto di lui. Il Partenone è il più importante monumento greco.
Secondo Le Corbusier "nulla di simile è mai esistito in nessun luogo e in nessuna epoca", in quanto modello e ideale di perfezione.

Pericle fece ricostruire il Partenone contravvenendo a un patto della Lega delio-attica secondo cui i resti dei monumenti distrutti dovevano rimanere come memoria delle guerre persiane. Egli propose inoltre di utilizzare i fondi di emergenza della lega per la ricostruzione. Questo gli costò critiche da parte degli aristocratici e anche Fidia fu accusato di malversazione, forse anche condannato ed esiliato, ma ottenne comunque l'incarico per la statua crisoelefantina di Zeus.

Fidia è l'episkopos, il sovrintendente ai lavori; gli architetti sono Ictino e Callicrate. Il nome del Partenone però è legato a Fidia.

Costruito su un tempio dorico esastilo preesistente, diventa ottastilo con un ampliamento che fu necessario per ospitare la statua della dea Atena (crisoelefantina, cioè in oro e avorio).
La cella è suddivisa in tre parti (con colonne a distinguere le navate): la navata centrale è più ampia ma esse non sono più chiuse, a creare uno spazio che accoglie ed esalta la statua.
La sala del tesoro deve contenere i fondi della Lega e, secondo alcuni, anche il peplo che veniva donato ogni quattro anni alla divinità.
La peristasi è di otto colonne di facciata e diciassette laterali (secodno la tipica formula del'età classica che segue il raddoppiamento della facciata +1).
Le colonne interne, il fregio della cella e la facciata sono di stile ionico.
Vengono applicate tutte le correzioni ottiche e il criterio proporzionale ne fa un modello di perfezione.
L'innovazione è la scala umana. Il rapporto generale è di 9:4 (lunghezza/larghezza della cella, interasse delle colonne/diametro inferiore).

Nell'antichità il tempio era importante soprattutto per la statua custodita all'interno. una ricostruzione perfetta di quella del Partenone si trova a Nashville. Alta 12 metri, ha gli incarnati in avorio e il resto in oro, indossa l'elmo con sfingi, cavalli e grifoni. è vestita con un peplo con l'egida (la pelle della capra Amaltea). Sulla mano destra ha la vittoria alata, sulla sinistra lo scudo con l'amazzonomachia e il serpente erictonio.

Frontoni

Quello più importante è quello orientale (accesso), che raffigura la nascita di Atena dal cranio di Zeus. Si vuole esaltare il valore della saggezza, della strategia militare. Nel frontone occidentale c'è lo scontro tra Atena e Poseidone per il possedimento dell'Attica. I soggetti sono tutti divinità.

Metope

Le metope raffigurano la gigantomachia, l'amazzonomachia, la centauromachia e la conquista di Troia. Tutti i temi del fregio dorico hanno in comune la battaglia, con forte riferimento alle guerre persiane. I vincitori sono sempre i greci o gli dei, che incarnano i valori del positivo, del buono contrapposto alla barbarie.
Fidia ha fornito i disegni. Le metope della centauromachia sono ben conservate . Ognuna è chiusa e conclusa, ha senso compiuto anche senza vedere le altre; i panneggi nei mantelli sono molto naturali, è espresso un nudo eroico perfetto e naturalistico, così come sforzi e movimenti, che mettono in relazione ogni singola metopa.

In occasione delle Panatenee, invece, si svolgevano le processioni raffigurate sul fregio ionico, dove i personaggi sono i cittadini stessi (esaltazione dell'io collettivo). è la prima volta che succede nell'antichità, e serve ad esprimere il messaggio "gli dei hanno protetto l'Attica e i cittadini ne sono riconoscenti".
Nel frontone, le vesti evidenziano alla perfezione le forme delle divinità, si parla infatti del famoso panneggio bagnato di Fidia. Esse producono effetti chiaroscurali, come se luce ed ombra si rincorressero. Ne troviamo un esempio nelle tre divinità che si trovavano in prossimità dell'angolo del frontone e si può anche notare come sia stato risolto il problema delle sculture in spazi triangolari.
Confrontando con il tempio di Artemide a Corcira, si nota che in questo c'è sproporzione nelle figure, esse sono prive di relazione tra loro; nel tempio di Atena Afaia a Egina invece, la figure sono rappresentate sdraiate, per risolvere il problema dello spazio e fare in modo che ci sia più relazione; nel frontone del Partenone i corpi si sostengono creando sequenze.

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