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Gli ordini architettonici a Roma

I Romani fecero il loro primo incontro con l’arte quando conquistarono la Grecia o le sue colonie in Sicilia o nell’Italia meridionale. L’arte romana fu quasi sempre un’imitazione di quella greca e questo vale ancor più per l’architettura. Infatti nella costruzione di edifici a Roma furono usati tutti e tre gli ordini greci, apportandovi soltanto piccole modifiche. Infatti, si parla di ordine dorico-romano, ordine ionico-romano, ordine corinzio-romano,ordine composito e ordine tuscano.
L’innovazione principale rispetto al dorico greco è costituita dalla presenza non solo della base, ma anche di un alto piedistallo posto sotto la base stessa. Inoltre le scanalature erano poco praticate.
Nell’ordine ionico-romano, i Romani modificarono il pulvino, sostituendolo con una linea retta che collega le due volute del capitello. Si tratta di una piccola nota che richiama la nota energica risolutezza del carattere romano.
L’ordine corinzio che in genere viene considerato il meno puro degli ordini greci, in realtà fu il prediletto dei Romani: Infatti esso rispondeva meglio degli altri al loro desiderio di una decorazione ricca che esprimesse la loro condizione di signori del mondo. Anzi, essi arrivarono a modificare l’ordine greco per arricchirlo ancor più di motivi ornamentali.
L’ordine composito fu creato dai romani con l’intento di realizzare qualcosa di ancora più ricco di quello che avevano creato i Greci. Infatti, esso fu applicato soprattutto nell’età imperiale, quando si voleva rendere ogni costruzione più solenne e pomposa possibile. Di nuovo, lo stile composito presenta soltanto il capitello che è ottenuto dalla fusione di elementi dell’ordine ionico ed elementi dell’ordine corinzio che porta al sovrapporsi di foglie d’acanto alle caratteristiche volute. Il risultato non è fra i più felici in quanto i Romani non hanno fatto che guastare la bellezza e l’armonia degli ordini architettonici greci privandoli così del loro senso di equilibrio e di purezza.
Un altro ordine, questa volta però non di derivazione greca, è l’ordine tuscano che dimostra chiaramente una derivazione etrusca. È un ordine semplicissimo, con colonne dal capitello appena accennato e schiacciato, senza decorazioni. Poco usato, ce ne restano rari esempi.
Una caratteristica dell’architettura romana fu la sovrapposizione di diversi ordini nello stesso edificio. Ne è un esempio eclatante il Colosseo. Nella prima serie di arcate troviamo delle colonne di ordine dorico, nella seconda colonne di ordine ionico e nella terza delle colonne di ordine corinzio. L’insieme ottenuto dava una grande impressione di maestosità e di ricchezza.
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