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EFESO E SERGIOPOLI

Giustiniano diede forte impulso a nuove costruzioni nelle antiche città e soprattutto a fondazioni di nuove città destinate a funzioni di difesa del territorio. A Efeso, antica polis dell’Asia Minore, dove esisteva già la chiesa di Santa Maria, costruita nel IV secolo nel centro cittadino, Giustiniano fece costruire la grande basilica di San Giovanni, regolarizzando con enormi costruzioni un colle a qualche chilometro dall’antico centro: significativamente la chiesa, che ospitava, secondo la tradizione, la tomba dell’apostolo dominava l’antico tempio di Artemide.
La città ebbe così un nuovo polo religioso e monumentale extraurbano, come era stato in passato il santuario pagano.
Con la crisi del VII secolo la città antica si ridusse però notevolmente, mentre il colle con la basilica fu fortificato e a poco a poco attirò un nuovo insediamento nelle sue vicinanze, determinando l’abbandono della Efeso greco-romana.

Sergiopoli (l’odierna Refasa), nella Siria settentrionale, luogo del martirio dei santi Sergio e Bacco, fu trasformata nel VI secolo in un grande centro fortificato, con la pianta ispirata a un accampamento militare romano e dotata di tre chiese monumentali e di un caravanserraglio.
La città, importantissima meta di pellegrinaggi, venne conquistata dagli arabi nell’VIII secolo e infine nel XIII secolo fu abbandonata.

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