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Il classicismo (450 a.C-323 a.C)

L’arte è detta classica quando si tratta di un paradigma, costituisce un modello di perfezione che è stato considerato da tutti gli artisti che seguono.

Il termine “Classico” dal latino “Classis” o “Classicus” indicava un cittadino di primo ordine, che apparteneva a un elevato ceto sociale, che apparteneva alla prima classe.
Nel II secolo d.C uno scrittore, Aulo Gellio, indica con questo termine gli scrittori che hanno raggiunto l’eccellenza, dai quali gli altri prenderanno spunto.

Il classico è un opera che ha sempre qualcosa da dire

Policleto, il doriforo(=portatore di lancia); (copia romana, originale 445-440 a.C, da Pompei, marmo, 212cm)

Policleto, bronzista di Argo, vuole rappresentare l’uomo ideale, perfetto e scrive le regole per poter rappresentare in meglio il corpo umano, utilizzando un “canone”, una norma/regola. Secondo questo canone, ogni elemento del corpo doveva essere rappresentato proporzionalmente a tutti gli altri: la testa doveva essere circa 1/8 di tutto il corpo, il busto doveva corrispondere a tre teste e le gambe a quattro. Nel Doriforo la rigidezza viene abbandonata.

Il Doriforo porta due lance: uno nella mano sinistra verso l’alto e una nella mano destra verso il basso.
Presenta una figura eretta: il peso è appoggiato sul piede destro mentre quello sinistro è indietro sulle punte. (Ponderatio=peso del corpo scaricato solo su una parte).
La testa è girata verso destra.
La statua sembra ferma ma in movimento allo stesso tempo.

Nella realtà non si trovano uomini come il doriforo: movimenti reali ma non le figure/proporzioni.

Atene, Partenone

Il Partenone fu ricostruito durante il governo di Pericle ed affidato alla direzione di Fidia. Ictino e Callicrate edificarono il Partenone proseguendo, modificando e ampliando un precedente tempio, un edificio periptero esastilo che presentava il parthenon oltre al naos.

Sorge sul fondamento di un altro edificio che Ictino deve riprendere per contenere i costi e accelerare il lavoro.

Il Partenone è dedicato alla dea Atena Parthenos (Atena Vergine). Esso ha una peristasi di 30,88 x 69,50 metri, ed è di ordine dorico periptero octastilo. La cella è divisa in tre navate da due file di colonne doriche; inoltre ogni fila è formata dalla sovrapposizione di colonne di due dimensioni (quelle inferiori più alte e quelle superiori più basse). Le due file erano unite da un’ulteriore fila di colonne sul lato Ovest, creando un magnifico scenario che accoglieva la statua crisoelefantina di Athena fidiaca. A differenza degli altri templi, il Partenone presenta oltre al naos un altro locale, largo quando il naos e lungo più o meno la sua metà. Il suo nome è Parthenon, e al suo interno le vergini ateniesi tessevano il peplo da offrire alla statua di Athena durante le feste Panatenèe a lei dedicate.

All’interno della cella si trova una statua crisoelefantina (statua di oro e avorio), alta 12 metri e ricoperta da abiti. Ictino quindi allunga la cella rispetto alle tradizioni precedenti e lascia il pronao e epistodonos per rendere omaggio al tempio dorico.
Sui due lati bravi troviamo otto colonne, quindi il rapporto è il doppio più uno (otto colonne lati brevi; 17 su quelli lunghi).
Nel VII secolo a.C era una polveriera da sparo e viene colpita quindi avviene una grande esplosione che distrugge quasi tutto.

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