Timanante e Nicia, imitati a Pompei

Alla seconda metà del V secolo appartiene anche il pittore Timante, nato a Citno, nelle Cicladi: celeberrimo era un suo quadro raffigurante il Sacrificio di Ifigenia, la figlia di Agamennone. L'artista avrebbe scelto di rappresentare non il momento dell'uccisione della vergine, quanto la commozione dei presenti. Secondo le fonti, lo studio della resa psicologica gli permise di esprimere una vera e propria gradazione di sentimenti, dalla tristezza dell'indovino Calcante, al lamento di Menelao (fratello di Agamennone) fino allo strazio di Agamennone, dipinto con il capo velato a suggerire l'impossibilità di raffigurare il dolore paterno. Un affresco dalla Casa del Poeta tragico di Pompei si ispira a questo famoso artista.
Da Pompei proviene anche un affresco con la liberazione di Andromeda da parte di Perseo, che trae il soggetto da un dipinto di Nicia, pittore ateniese del IV secolo a.C., collaboratore di Prassitele.
L'artista decide di rappresentare non il momento culminante della lotta tra Perseo e il mostro marino, ma quello successivo, in cui l'eroe aiuta Andromeda a scendere dalla roccia in cui era incatenata: è evidente il contrasto di colori tra la pelle scura di Perseo, che viene raffigurato con indosso con un mantello rosso, e l'incarnato bianco di Andromeda, che indossa abiti anch'essi di colore chiaro.
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