Genius 13137 punti

Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro, III secolo d.C. Roma

Le catacombe di Marcellino e Pietro, con i loro 18.000 metri quadrati in tre livelli, sono per grandezza le terze di Roma. Il termine “catacomba” deriva forse dal greco kymbe, che significa “cavità”.
Le catacombe erano infatti ampie cavità scavate nel terreno. A differenza di quanto spesso si crede, però, esse non erano rifugi segreti usati dai cristiani durate le persecuzioni, bensì cimiteri, dove i cristiani portavano i loro morti e talvolta si riunivano per alcune celebrazioni, soprattutto per il culto dei martiri.
I cristiani non furono tuttavia né i primi né gli unici a scavare catacombe. Le forme di sepoltura sotterranea erano diffuse tra vari popoli pagani e vere e proprie catacombe ebraiche sono state trovate a Roma, in Palestina e vicino a Cartagine.
Inoltre esistevano religioni, come il culto di Mitra, che praticavano i loro riti in spazi sotterranei. Le catacombe restarono in uso fino al secolo V circa, quando le salme dei santi e dei martiri che vi erano collocate vennero trasferiti altrove.

La struttura delle catacombe è quella di un corridoio lungo il quale sono stati scavati loculi, cioè gli spazi necessari per deporre i cadaveri, talvolta interrotto da stanze rette da un arco. Ai lati del corridoio si aprono corridoi secondari.
Le catacombe non erano luoghi tristi, ma decorati con pitture che rappresentavano scene dei Vichinghi, della vita dei santi e dei martiri.

Hai bisogno di aiuto in Epoca Classica e Pre-Classica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email