L'importanza del sito archeologico di Aquinum

In seguito agli scavi effettuati al confine tra Aquino e Castrocielo, è stata porta alla luce l’antica città di Aquinum, risalente all’epoca Romana, definita da Strambone “la grande città” e situata sull’importante via Latina.
Aquinum, fondata da Saturno, appare per la prima volta nelle fonti storiche in occasione della seconda guerra punica, quando nel 211 a.C. l’esercito di Annibale passò nelle vicinanze della città. Si estende su una superficie pianeggiante di quasi 8 ettari e di essa oggi sono rimasti tratti di mura in opus quadrateum. In mezzo ad una ricca vegetazione emergono i resti dell’edificio absidale, del teatro, dell’anfiteatro e del complesso termale.
Le due strade principali erano il decumano massimo ed il cardo massimo, che si incrociavano ad angolo retto. Una delle caratteristiche delle strade antiche era la loro costruzione a schiena d’asino pendente verso l’esterno per lo scolo delle acque. In base alla loro importanza erano costruite o in basolato lavico o in travertino, materiale molto più pregiato che veniva utilizzato per le stradi principali. Nel corso del tempo si sono formati solchi laterali per il passaggio dei carri. Nelle strade più importanti sono anche presenti i marciapiedi ed alcuni massi di pietra laterali che fungevano da strisce pedonali. Ad ogni miglio lungo la strada erano poste le cosiddette pietre miliari, ovvero pietre indicanti la distanza da Roma o dalla città più vicina. Erano inoltre frequenti le stazioni di posta, le “mansiones” dotate di camere, comando di polizia e taverne dove i viaggiatori potevano rifocillarsi e cambiare i cavalli.
Collegato tramite alcune scalinate all’importante via Latina troviamo l’edificio absidato. Esso si trova nel settore centrale della città Romana ed è una struttura costruita in grossi blocchi di travertino locale squadrati. Varie sono le ipotesi della sua funzione, ma la più accreditata afferma che fosse una basilica dedita alla venerazione di Augusto; in età medievale sarebbe poi divenuta una chiesa. Nell’aula centrale di quest’edificio è stata rinvenuta una parte di mosaico conservata grazie all’altezza dei muri circostanti ed invece il suo ingresso era collegato all’ingresso del teatro.
Il teatro è situato sulla destra della via latina. La sua lunghezza doveva essere di 64 metri ma i suoi resti sono ancora del tutto coperti da terra e dalla ricca vegetazione.
Nel complesso degli edifici termali sono stati individuati due ingressi principali collocati nel settore nord che portano ad una monumentale strada basolata ben conservata e parallela alla via latina. Le terme erano gestite da un conductor sia che fossero di proprietà comunale sia che fossero di proprietà privata. Le donne pagavano quattro volte di più ciò che pagavano gli uomini e venivano fatte entrare per prima per riscaldare le stanze agli uomini. L’aula principale, larga 10x12 metri, era pavimentata da mosaici a bicromia bianconera, che accanto al motivo del fiore a quattro petali, proponeva, in alcuni punti della cornice esterna, figurazioni più complesse che rappresentavano, all’interno di specchiature regolari, animali marini. Il pavimento mostra inoltre, nella sua porzione centrale, uno pseudo-emblema quadrato bordato da una doppia fascia di tessere nere, con al centro un motivo ad esagoni neri su fondo bianco. Merita particolare attenzione la presenza dell’iscrizione musiva collocata all’interno di una tabula ansata con l’attenzione di due notabili locali: plotius albanus e mevius festus. Entrambi i personaggi devono essere legati all’ambiente l’edificio connesso al mosaico, forse magistrati promotori o restauratori di un ambiente. Questa stanza prende il nome di frigidarium. A nord ed a sud di essa sono state portate alla luce due vasche quadrangolari per bagni in acqua fredda appunto. Da questa stanza si accede alla parte centrale delle terme, ovvero il tepidarium, che rappresentava una zona di transizione dagli ambienti più freschi agli ambienti più caldi o viceversa. Procedendo per questa direzione si giunge al caldarium. Esso era delimitato da due vasche, di cui una semicircolare. L’accesso a questa stanza era possibile esclusivamente con determinate calzature di legno per l’elevata temperatura del pavimento, grazie al sistema di riscaldamento sottostante costituito da una serie di tubature che raggiungono i lati interni delle vasche. Oltre a queste stanze è stato scoperto un corridoio di servizio ed un secondo frigidarium, noto anche come natatio, e si pensa forse anche alla presenza di una palestra e di una libreria, la quale funzione era il rilassamento della clientela. Le terme concludono (o iniziano, se prendiamo come punto di riferimento il secondo ingesso) con la splendida latrina: luogo dedito oltre che a bisogni personali anche alla socializzazione. Lungo i tre lati della latrina si conservano due canali: uno dedito al flusso delle acque bianche e uno per lo scarico delle acque nere, mentre al centro del lato occidentale è visibile una vaschetta per le abluzioni. La pavimentazione della latrina è costituita da un mosaico figurato con tessere bianche e nere. Esso rappresenta una scena erotica tra un uomo ed una donna all’interno di un’imbarcazione, ai lati della quale sono presenti due pigmei: il primo intento nell’atto di condurre l’imbarcazione, il secondo nell’atto di cacciare. A destra della raffigurazione centrale sono visibili un coccodrillo e un volatile; a sinistra, in alto un secondo volatile mentre in basso doveva essere un altro animale, non identificato, forse una tartaruga. Va inoltre ricordato che l’uomo indossava una sorta di anfora sul corpo, ciò sta a testimoniare l’egitto-mania che andava in voga quel determinato periodo.
A seguito delle incursioni dei longobardi, però, l’area di Aquinum è stata poi abbandonata. Iniziò a rappresentare esclusivamente una zona di passaggio, e la popolazione circostante ne approfittò per impossessarsi del materiale con cui fu costruita. L’abbandono totale portò anche alla formazione di una necropoli, infatti non sono poche le tombe rinvenute oggigiorno. La maggior parte di esse contiene resti di corpi di donne o bambini, spesso sepolti in gruppo.
In relazione a quanto sopra riportato, notevoli sono i risultati raggiunti grazie alle campagne di scavo archeologico condotte all’interno dell’area urbana dell’antica città romana di Aquinum. Il tutto costituirà da volano per una migliore attività di tutela del sito anche in previsione di una futura valorizzazione strategica dell’area che il comune di Castrocielo sta cercando di realizzare, in collaborazione e sotto il coordinamento dell’Università del Salento e della soprintendenza per i beni archeologici del Lazio.
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