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Romani e non Romani: la coesistenza di due diritti

A partire dal V secolo l’insediamento di popoli barbari comportò la diffusione di normative estranee alla cultura, perché ispirate al loro diritto tribale. Le comunità romane continuarono peraltro a far uso del proprio diritto e per un certo periodo vi fu la coesistenza di due diritti. Il diritto romano restò in vigore anche nelle aree rimaste sotto il controllo bizantino.
Il consolidamento statuale delle nuove organizzazioni territoriali implicò una codificazione delle leggi in uso che permetteva di definire le modalità di convivenza dei due gruppi e di accelerare l’integrazione in quello dominante romana, consentendo la cooptazione nella classe di governo della sua parte più colta e più ricca. I Visigoti e i Burgungi definirono così tra il V e il VII secolo delle normative giuridiche, che portarono alla formazione di codici, inizialmente rivolte solo alla popolazione romana e poi estese a tutti gli abitanti. Teodorico, re degli Ostrogoti in Italia, agendo come funzionario imperiale, emanò invece un editto, valido per entrambi le comunità.

I longobardi, che si stanziarono in Italia nel VI secolo, formarono un regno esteso a quasi tutta la penisola. L’Editto di Rotari costituì la codificazione delle norme tradizionali proprie di un’organizzazione tribale germanica e segnò il consolidamento di una struttura statuale organizzata. L’istituto prestatale della vendetta privata (faida) da parte dei parenti della vittima fu parzialmente sostituito dalla compensazione in denaro dell’offesa (guidrigildo), il che testimonia un cambiamento culturale e sociale significativo. L’ammontare del risarcimento venne determinato in base alla condizione sociale della vittima e alla gravità del danno.

L’adulterio, che minava i rapporti di solidarietà interfamiliare così importanti in una società di tipo tribale, venne punito con la morte dei due colpevoli. In questo caso le famiglie degli uccisi non potevano pretendere soddisfazione. La cultura guerriera del popolo longobardo, in cui l’autorità era strettamente legata alla capacità e al coraggio, emerge dall’importanza dell’ordalia e del duello. Questi istituti, già conosciuti ne mondo antico, ma poi limitati con lo sviluppo dell’organizzazione politica al solo ambito iniziatico e religioso, nell’Editto di Rotari costituivano ancora la principale modalità di risoluzione delle controversie o di dimostrazione della propria innocenza.

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