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Concetti Chiave

  • Il II secolo d.C. è conosciuto come l'età d'oro dell'impero romano, caratterizzato da una stabilità politica e culturale grazie all'adozione di imperatori provenienti dalla nobiltà delle province.
  • Durante questo periodo, l'impero raggiunse la sua massima estensione territoriale, con significative opere pubbliche e una rete stradale efficiente che collegava le province.
  • Il declino economico iniziò con la crisi dell'agricoltura e la crescita del latifondo, portando a una diminuzione della popolazione in Italia e a difficoltà nella riscossione delle imposte.
  • La cultura classica si sviluppò nel II secolo, con figure come Plutarco e Tolomeo, mentre il cristianesimo iniziava a diffondersi, influenzando profondamente la società.
  • Le invasioni barbariche e le epidemie durante il regno di Marco Aurelio segnarono l'inizio della fine della prosperità, culminando con la caduta di Commodo e l'instabilità politica.

L'età d'oro dell'impero

Il secolo II d.C.: il II secolo d.C. è stato chiamato dagli storici il “beatissimum saeculum”, l’età d’oro dell’impero. In questo periodo gli imperatori provenivano dalla nobiltà delle province romanizzate, così come i senatori, trovando così comuni interessi. Il principato adottivo fu usato nel II sec. d.C. e prevedeva la scelta di una persona estranea alla famiglia dell’imperatore, come successore. In questo periodo i confini dell’impero raggiunsero la massima estensione, furono fondate nuove città e abbellite le vecchie, fu anche creata un efficiente rete stradale che collegava l’impero.

Declino economico e sociale

Elementi di debolezza: l’Italia perse il suo ruolo di nazione guida: l’agricoltura decadde, la popolazione diminuì, mentre aumentò quella nelle province, l’economia fu in difficoltà. L’artigianato non raggiungeva le dimensioni di un industria, e l’agricoltura ebbe problemi (arretrò la piccola proprietà e avanzò il latifondo). Di fronte a questa crisi molti proprietari terrieri decisero di lasciare la gestione delle proprie aziende agricole, dividendo in lotti il terreno, e affidandolo a schiavi in stato di semi-libertà o a contadini che versavano poi la metà del raccolto al padrone. Lo stato doveva però garantire l’effettiva riscossa delle imposte da parte degli esattori, e doveva proteggere le terre dai briganti.

Cultura e scienza nel II secolo

La cultura: nel II secolo d.C. la classe colta greca e romana si sentì partecipe degli stessi ideali. Nacque la cultura classica. Uno dei massimo scrittori fu Plutarco di Cheronea (46-127 d.C.) con la sua opera più famosa, le vite parallele, in cui propone un affresco delle grandi figure del passato, sia greco che latino. In questo secolo la cultura si ritirò in una rivisitazione del passato, con la retorica e l’arcaismo (gusto per l’antico). Anche la filosofia rielaborò le dottrine ellenistiche (stoicismo). Nelle scienze Tolomeo elaborò la teoria geocentrica secondo la quale la terra è al centro dell’universo e il sole e gli altri corpi celesti le ruotano attorno. Per la medicina Galeno di Pergamo scrisse molti testi su medicina e farmacia. In questi secoli si svilupparono diversi movimenti mistici/religiosi e soprattutto il cristianesimo si impose sugli altri.

Politica e imperatori del II secolo

La storia politica: gli assassini di Domiziano, d’accordo col senato, elessero Nerva imperatore (96 d.C.). Egli per ottenere l’appoggio dell’esercito adottò il più grande generale, Ulpio Traiano che dopo poco gli succedette al trono. Traiano (Spagnolo) fu il primo imperatore non italico e sotto il suo governo Roma raggiunse la massima estensione, comprendendo infatti tutta la regione oltre il Danubio e il regno dei Prati. Traiano realizzò molti lavori pubblici (grazie all’oro della Dacia) trai quali il Foro, i Mercati traianei e la colonna Traiana. Morì nel 117 d.C. dopo aver organizzato la burocrazia, aver favorito la piccola proprietà terriera e cancellato le tasse arretrate che gravavano sulle province. Il successore fu il nipote spagnolo Elio Adriano, di eccezionale cultura, che adottò una politica di consolidamento dei confini. Ristrutturò la vita economica e l’apparato stradale, favorì la rinascita morale e culturale di Atene costruendo una biblioteca, un portico affrescato e finendo il tempio di Zeus Olimpo, costruì a Roma il mausoleo e un circolo culturale chiamata “Athenaeum” in ricordo di Atene. Fece provvedimenti culturali al fine di migliorare l’educazione scolastica, di eleggere i funzionari statali in base alla cultura, e di proteggere gli schiavi dagli arbitrii dei padroni. Egli si dedicò alla letteratura e alla poesia. Morì nel 138 d.C. Il successore fu Antonino Pio e in seguito Marco Aurelio: uomo di grande cultura. Il suo impero segnò la fine del periodo di prosperità: le frontiere furono attaccate dai germani e dai prati che invasero la Siria e che furono scacciati difficilmente e durante la guerra (165 d.C.) un’epidemia di peste bubbonica dilagò trai soldati e quindi in tutta Roma decimando la popolazione. Le campagne rimasero incolte, i commerci e l’artigianato decaddero, ci furono arruolamenti forzati per le esigenze militari. I confini del Reno fu attaccato dai germani che furono respinti difficilmente dall’esercito di Marco Aurelio e nel 175 d.C. e spinti dietro i limes come alleati dopo che promisero aiuti militari ai romani. Gli accordi non furono rispettati e i germani attaccarono nuovamente, Marco Aurelio però morì a Vienna di peste. Il suo successore fu suo figlio Commodo (si iniziò la successione dinastica) che aveva tratti popolareschi (non aristocratici) e si conquistò le simpatie della plebe ma non quelle dei soldati e dell’aristocrazia. Commodo sperperò le finanze dello stato e fu ucciso da una congiura (dopo essersi difeso da tante altre) nel 192 d.C.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le caratteristiche principali dell'età d'oro dell'impero romano nel II secolo d.C.?
  2. Il II secolo d.C. è conosciuto come l'età d'oro dell'impero, caratterizzata da imperatori provenienti dalla nobiltà delle province, massima estensione dei confini, fondazione di nuove città e creazione di una rete stradale efficiente.

  3. Quali fattori contribuirono al declino economico e sociale dell'Italia durante il II secolo d.C.?
  4. L'Italia perse il suo ruolo di nazione guida a causa della decadenza dell'agricoltura, della diminuzione della popolazione e della difficoltà economica, con un aumento del latifondo e una gestione agricola affidata a schiavi o contadini.

  5. Come si sviluppò la cultura e la scienza nel II secolo d.C.?
  6. La cultura classica emerse con figure come Plutarco e Tolomeo, mentre la filosofia rielaborò le dottrine ellenistiche. La medicina fiorì grazie a Galeno, e il cristianesimo iniziò a imporsi sugli altri movimenti religiosi.

  7. Chi furono i principali imperatori del II secolo d.C. e quali furono le loro realizzazioni?
  8. Traiano, primo imperatore non italico, portò Roma alla massima estensione e realizzò importanti opere pubbliche. Adriano consolidò i confini e promosse la cultura, mentre Marco Aurelio affrontò attacchi esterni e una grave epidemia.

  9. Quali eventi segnarono la fine del periodo di prosperità dell'impero romano?
  10. La fine del periodo di prosperità fu segnata dagli attacchi dei germani, da un'epidemia di peste e dal declino dell'agricoltura e del commercio, culminando con la morte di Marco Aurelio e la successione problematica di suo figlio Commodo.

Domande e risposte

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