L'entrata in crisi dell'impero romano

Nella seconda metà del III secolo d.C. l'impero attraversa una grande crisi. Durante questi decenni nascono problemi e tensioni che caratterizzano tutta l'epoca del tardo impero (III-V secolo d.C.). Durante questa fase l'imperò modificò molto la sua struttura economica, politica e religiosa; assumendo caratteri che sarebbero poi stati ripresi dall'età medioevale.

Le cause

Le cause dell'entrata in crisi possono essere suddivise in esogene ed endogene.
Le cause endogene sono quelle esterne, cioè le pressioni esterne delle popolazioni straniere sui confini dell'impero, che stavano migrando a causa dei cambiamenti climatici nei loro luoghi di origine.
Le cause endogene, sono interne, vale a dire di ordine politico, economico e sociale.
Entrambe le cause sono però messe in comune dal fatto che l'impero, in tutta la sua estensione e complessità, era divenuto molto difficile da governare.

Le minacce

I controlli delle frontiere divennero sempre più precari; infatti le popolazioni confinanti premevano sempre più sui confini, in particolare le popolazioni germaniche. Le pressioni furono talmente forti da costringere l'impero ad abbandonare alcune regioni come la Dacia (attuale romania).

Roma perde la sua potenza

Da oriente provenivano i pericoli maggiori, infatti i Sasanidi iniziarono una politica espansionistica con lo scopo di ricostruire il vecchio impero persiano, inflissero ai romani pesanti sconfitte. Nel 244 l'imperatore fu costretto ad una resa che imponeva all'impero di versare un tributo annuo ai Sasanidi. Inoltre Valeriano, un imperatore successivo, venne fatto prigioniero da questo popolo e morì in prigionia. Un grande segno della perdita della potenza di Roma.

L'anarchia militare

Dopo la morte di Alessandro Severo nel 235, si creò una grande crisi che portò Roma nell'epoca dell'anarchia militare.
Nei venticinque anni successivi si alternarono al trono 28 imperatori, questa estrema precarietà degli imperatori dipendeva dal fatto che ognuno di questi prendeva il potere grazie alla sua potenza militare, infatti tutti dei gerarchi militari che sfruttavano l'appoggio dei loro soldati per sconfiggere l'imperatore in carica e prendere il potere. Una conseguenza fu l'emarginazione totale del senato dalle decisioni politiche, l'aristocrazia senatoria continuava a mantenere le sue proprietà terriere ed i suoi beni, ma non aveva più un grande ruolo politico.

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