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Roma e Cartagine

I Romani combatterono molte guerre, sia per difendersi dai nemici, sia per conquistare nuovi territori. Nei secoli del periodo repubblicano, Roma vinse e sottomise tutti i popoli mediterranei. Prima estese il suo dominio ai popoli italici (Sanniti, Umbri, Etruschi) e alle città della Magna Grecia. Poi combatté per mare e per terra tre lunghe guerre, dette guerre puniche, contro Cartagine. Questa città, fondata dai Fenici sulla costa dell’Africa settentrionale, era allora molto ricca e potente. Dominava la Corsica, la Sardegna, la Sicilia occidentale e controllava i commerci nel Mediterraneo: rappresentava perciò un ostacolo all’espansione romana. Durante la prima guerra punica i Romani riportarono due grandi vittorie navali sui Cartaginesi, ai quali tolsero le isole (Sicilia, Sardegna e Corsica). Nella seconda guerra, un giovane e valoroso generale cartaginese, Annibale, partì dalla Spagna con un esercito munito di elefanti, traversò le Alpi e invase l’Italia. Dapprima i Romani subirono varie sconfitte; poi riuscirono a riorganizzarsi e in Africa, nei pressi di Zama, batterono Annibale in una grande battaglia campale (202 a.C.). circa cinquant’anni dopo, i Romani assediarono Cartagine, la conquistarono e la rasero al suolo (146 a.C.). la guerra civile: Dopo la distruzione di Cartagine, i Romani conquistarono anche la Grecia e gran parte dell’Asia Minore. Ormai Roma era una grande potenza, signora del Mediterraneo (chiamato ora Mare nostrum, cioè “mare nostro”, romano) e padrona di tutti i territori che si affacciavano su di esso. Ma di queste grandi ricchezze si erano avvantaggiate solo poche persone. Questo portò a una divisione interna e a una sanguinosa guerra civile tra i romani ricchi e aristocratici e il popolo.
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