Sapiens Sapiens 10545 punti

Il principato di Tiberio (14-37 d.C.)


Nelle sue opere, Tacito dà una visione negativa del principato, ma in realtà non è proprio così.
Augusto esercitava un’autorità monarchica, convalidata dal Senato e dal popolo, senza che tuttavia ci fosse stata un’investitura ufficiale. Era quindi normale che il principato, alla morte di Augusto diventasse ereditario affinché il potere non ritornasse nelle mani degli organi di governo tradizionali rischiando di far cadere Roma nel caos. In vita, Augusto aveva pensato al problema della successione, ma tutte le soluzioni prospettate furono vane a causa della morte precoce degli eredi designati. Cosicché, nel 14 d.C., anno della morte di Augusto sale al trono il figliastro, Tiberio nei confronti del quale egli non provava nemmeno molte simpatie.
Appena ricoperto l’incarico, Tiberio, che inizia la dinastia Giulio-Claudia, ripete la stessa farsa che aveva recitato il padre: rimette tutte le cariche ereditate nelle mani del Senato, il quale gliele propone di nuovo e Tiberio le assume di nuovo, quasi fosse un peso e comunque viste le insistenze senatoriali. In questo modo, il compromesso monarchico-repubblicano era ancora una volta salvo e non è un caso se, nelle sue opere, Tacito parla di evidente ipocrisia.
Durante il regno di Tiberio, l’aristocrazia si risveglia con lo scopo di riacquistare il ruolo di classe dominante come ai tempi della Repubblica. Inoltre Tiberio si considerava imperatore per diritto di nascita, concetto che Augusto, essendo l’iniziatore del principato, aveva sempre escluso. La situazione si inasprisce quando Tiberio viene ingiustamente accusato di aver organizzato la morte di Germanico, suo nipote e probabile successore al trono. Si apre allora un periodo fatto di intrighi, vendette e complotti. Appoggiato dal prefetto del Pretorio, Seiano, Tiberio dà ordine di perseguitare i familiari di Germanico che avevano diffuso calunnie sul suo operato. Quando decide di abbandonare la capitale per trasferirsi a Capri, la gestione degli affari pubblici è affidata a Seiano che ne approfitta per organizzare dei complotti nei confronti dell’ imperatore. Venuto a conoscenza di quanto Seiano stava tramando, Tiberio reagisce con atti di vendetta terribile, aprendo così un periodo di terrore.
Nonostante ciò, il principato di Tiberio ha degli evidenti aspetti positivi, caratterizzato da un’ amministrazione attenta e contraria allo spreco: nelle campagne sono promossi degli investimenti ed attuata una lotta spietata contro la concussione; non sono aumentate le tasse, anzi vengono ridotte. In politica estera, Tiberio fece condurre delle spedizioni oltre il Reno, comandate dal figlio Germanico, contro le tribù germaniche. Inoltre consolidò il dominio romano in Cappadocia e concluse un patto con i Parti.
Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Roma antica - Testamento di Tiberio