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Il principato di Ottaviano


Dopo la morte di Cesare (44 a.C.), tre uomini si considerano suoi successori:
1) Marco Antonio
2) Marco Emilio Lepido
3) Gaio Giulio Cesare Ottaviano (adottato da Giulio Cesare e nominato suo erede)
I tre uomini si alleano e formano il secondo triumvirato, che per la prima volta viene riconosciuto dal Senato. Ognuno di essi, stila una lista di proscrizione che comprendeva tutti i nemici che così sarebbero stati condannati a morte: fra questi anche Cicerone
Successivamente Antonio e Ottaviano si alleano e con il loro esercito sconfiggono Bruto e Cassio, i due assassini di Giulio Cesare, nella battaglia di Filippi (42 a.C.)
Eliminati gli oppositori, i triumviri si dividono i territori romani e cioè:
Marco Antonio: si riserva la Gallia e le province orientali
Ottaviano: si riserva la Spagna e l’Italia
Lepido:sceglie l’Africa (successivamente Lepido esce dalla scena politica attiva perché gli viene attribuito l’incarico di Pontifex Massimo, il più alto incarico religioso)

Ben presto fra Antonio e Ottaviano sorgono delle rivalità.

Infatti Antonio sposa Cleopatra, la regina d’Egitto, nonostante che essa abbia già sposato la sorella di Ottaviano. Inoltre proclama i figli di Cleopatra eredi della parte orientale dei domini romani, con l’intenzione di instaurare una monarchia assoluta.
Fu per questo motivo che Ottaviano riesce a far proclamare Antonio nemico della patria. Allora, i l Senato dichiara guerra all’Egitto e l’esercito di Antonio e di Cleopatra è sconfitto nella battagli di Azio (32 a.C.) Per non cadere in mano al nemico, entrambi si suicidano.

A questo punto è molto facile per Ottaviano approfittare della situazione e concentrare il potere nelle sue mani perché la popolazione, stanca delle guerre e desiderosa della pace la pace accetta di buon grado che il governo passi nelle mani di una sola persona. In realtà , con Ottaviano finisce la Repubblica e nasce il Principato.
Perché? Ottaviano riconosce le istituzioni repubblicane, tuttavia cerca di concentrare nelle sue mani tutti i poteri e all’interno del Senato è considerato “princeps Senatus”, cioè il più importante.
Nel 27 a.c. Ottaviano dichiara ufficialmente la restaurazione della Repubblica, ma, in realtà, il Senato gli concede diversi poteri e di fatto nasce il Principato. I poteri concessi dal Senato sono
1) Potere di veto sulle proposte di legge (potere che prima spettava ai tribuni della plebe)
2) Nomina a capo dell’esercito, di durata indeterminata
3) Incarico di Pontefice Massimo, visto che, nel frattempo, Lepido era morto
Quindi in pratica, Ottaviano (che aveva assunto anche il nome di Augusto) assume su di sé il potere politico, militare e religioso
Arrivato al potere, Ottaviano attua molte riforme e cioè

a) riduce il numero delle legioni. I soldati più vecchi – veterani – sono mandati a popolare le nuove colonie
b) ai veterani sono concesse le terre che erano state abbandonate durante le guerre civili.
c) anche i cittadini delle province possono entrare a far parte dell’esercito. La ferma militare dura 20 anni e al rientro i cittadini delle province ottengono la cittadinanza romana e un appezzamento di terreno.
d) crea una guardia del corpo, chiamata pretoriani. Siccome i pretoriani vivevano a Roma e avevano il compito di difendere l’imperatore, col tempo essi diventarono sempre più importanti
e) riforma il Senato, riducendo il n° dei Senatori e elevando il censo minimo. Tuttavia i Senatori continuano a ricoprire incarichi importanti all’interno dello Stato, dell’esercito e dell’amministrazione delle province
f) riforma dell’ordine equestre che trasforma in ufficiali dell’esercito. Grazie ai nuovi stipendi, i Cavalieri possono acquistare delle terre, arricchirsi e avere così la possibilità di diventare Senatori
g) Organizza diversamente le province: le province senatorie erano le più antiche e le più tranquille e sono governate dai Senatori. Le province imperiali si trovano ai confini dell’impero, sono quelle più turbolente e per questo sono gestite e controllate direttamente da Augusto. E’ in queste province che si trovano gli eserciti.

La Pax Augustea

Esisteva un’usanza al tempo dei Romani: le porte del tempo di Giano venivano chiuse quando si aveva un periodo di pace; per questo Augusto per dimostrare che l’Impero Romano aveva ormai raggiunto la pace, con una cerimonia grandiosa ordinò che queste porte fossero chiuse (molti Romani le avevano viste sempre aperte perché negli precedenti Roma era passata da una guerra all’altra).

Nonostante questo, Augusto era convinto che per mantenere la pace fosse necessario che il dominio romano si espandesse di più e che i confini fossero consolidati. Fu così che nel tempo, il dominio di Roma si estese ed ebbe come confine il Danubio. Augusto cercò di conquistare anche i territori occupati dai Germani, ma non ci riuscì; Nella battaglia di Teutoburgo, l’esercito romano fu massacrato dai Germani, circa 15.000 soldati furono uccisi, dopo essere caduti in una trappola organizzata dal nemico. Per non cadere in mano ai nemici, il comandante romano Varo si uccise. Dopo la sconfitta di Augusto a Teutoburgo, alcuni confini di nord-est confini furono fissati al Reno.

Augusto si preoccupò anche di abbellire Roma: fece costruire molti edifici pubblici e fra tutti l’Ara Pacis (altare della pace)
Per amministrare meglio Roma, la città fu divisa in quattordici zone in modo che fosse più facile intervenire in caso di rivolte o incendi
Inoltre, viste le riforme effettuate ed il consenso della popolazione, Augusto trasformò il principato in ereditario. In questo modo alla sua morte il potere sarebbe passato al figlio.

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