Dalla Repubblica al Principato

Dopo la morte di Cesare, Marco Antonio prese il comando della situazione e adottò una politica restrittiva nei confronti del senato il quale, invece, decise di contrapporre al potere di Antonio la figura di Ottaviano, nominato da Cesare figlio ed erede.
Alla fine del 43 a.C. Ottaviano ed Antonio insieme a Lepido stipularono il secondo triumvirato e assunsero il titolo di triumviri incaricati della costituzione della res publica. Il senato approvò il triumvirato e gli affidò il compito di uccidere i cesaricidi. Vennero reintrodotte le liste di proscrizione contro gli avversari politici ( ad esempio Cicerone) e nello scontro dei Filippi (42 a.C.) l’esercito triumvirale sconfisse Bruto e Cassio.
Dopo la vittoria emerse il problema della convivenza tra Ottaviano e Antonio in quanto entrambi ambivano alla conquista del potere personale. Per questo motivo venne decisa la spartizione dell’impero: Ottaviano ottenne l’Italia e la Spagna, Antonio ottenne le province orientali.
Antonio fece l’errore di allontanarsi da Roma lasciando il suo avversario al centro delle decisioni politiche. In questo modo Ottaviano poté procedere alla ridistribuzione di terre ai veterani dell’esercito. Dopo i primi problemi sfociati nella guerra di Perugia, con l’accordo di Brindisi Antonio e Ottaviano riconfermarono il triumvirato ma con la spartizione dei poteri emarginarono sempre di più Lepido, l’accordo fu solo un compromesso seguito dall’incontro a Taranto nel 37 a.C.
Intanto il prestigio di Antonio si stava indebolendo in quanto su di lui gravavano gli insuccessi riportati sulla frontiera orientale contro i parti e l’organizzazione nelle province d’Oriente e nei territori legati a Roma di una rete di monarchie di tipo ellenistico assegnati ai figli nati dal matrimonio con Cleopatra.
Ottaviano rappresentò la sua contrapposizione con Antonio come uno scontro tra Occidente e Oriente grazie anche alla propaganda in favore dell’Italia e delle sue tradizioni contrapposte alla depravazione del costume orientale. Il risultato politico di questa azione propagandistica fu la mobilitazione delle città italiche e di sudditi delle province occidentali le quali giurarono fedeltà ad Ottaviano e approvarono di muovere guerra a Cleopatra e Antonio. Nel 31 a.C. lo scontro di Azio vide la vittoria di Ottaviano e la fuga di Cleopatra e Antonio ad Alessandria dove entrambi si suicidarono l’anno dopo. Ottaviano, dopo la vittoria, instaurò il suo potere personale e diede inizio a un’epoca di pace.
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