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Concetti Chiave

  • Prima della riforma di Clistene, Atene era divisa in quattro tribù basate su legami di parentela, mentre dopo la riforma, furono istituite dieci tribù per favorire l'integrazione tra cittadini di diverse aree.
  • L'Ekklesia, assemblea aperta ai cittadini maschi sopra i vent'anni, si riuniva circa 40 volte l'anno per prendere decisioni su alleanze, tributi ed elezioni, ma non aveva il potere di legiferare.
  • La Boulè, composta da 500 cittadini, preparava le discussioni per l'Ekklesia e ogni tribù esercitava la pritania per 36 giorni all'anno, favorendo la partecipazione, ma non l'efficienza.
  • I funzionari pubblici ad Atene erano estratti a sorte e lavoravano per un anno, con scarse competenze, ma sotto un continuo controllo da parte del Consiglio.
  • I tribunali ateniesi, composti da cittadini estratti a sorte, amministravano giustizia su cause civili e politiche, esercitando un controllo significativo sulle decisioni dell'Ekklesia.

Indice

  1. Struttura delle tribù ateniesi
  2. Funzioni e ruoli dell'ekklesia
  3. Organizzazione e compiti della boulè
  4. Funzionari pubblici e amministrazione
  5. Sistema giudiziario ateniese

Struttura delle tribù ateniesi

Antica (prima di Clistene): partizione in quattro TRIBÙ articolate in Fratrie (comunità basate su legami di parentela)

Nuova (dopo Clistene): dieci tribù (aggregazione tra cittadini provenienti da città, interno e costa)

Organi politici

Funzioni e ruoli dell'ekklesia

Ekklesia: vi potevano partecipare tutti i cittadini di età superiore ai vent’anni, maschi, discendenti da almeno un genitore ateniese ( da entrambi nell'età periclea). Si riuniva sulla collina della Pnice circa 40 volte l’anno. la riunione iniziava all’alba con un sacrificio di un maiale e si svolgeva seguendo l’ordine del giorno stabilito dal Consiglio dei Cinquecento; i suoi ruoli erano molteplici: decideva alleanze, riceveva ambasciatori dall’estero, stabiliva il tributo imposto agli alleati e i finanziamenti per la polis, eleggeva strateghi, magistrati, ed una volta l’anno si riuniva per decretare l’ostracismo di personaggi ritenuti scomodi. Poteva assumere anche un ruolo giudiziario (battaglia delle Arginuse, durante la guerra del Peloponneso). Gli oratori si alternavano ma iniziavano i più anziani poiché avevano u più vasta conoscenza della techne oratoria. Tutti potevano intervenire; l’obiettivo era di raggiungere un vasto consenso, ma spesso si raggiungeva l’unanimità (ciò probabilmente era dipeso dalla votazione per alzata di mano). L’ekklesia non poteva fare leggi. All’assemblea non partecipavano tutti, questo lo ricaviamo da un dato numerico: perché un cittadino venisse ostracizzato c’era bisogno di un quorum di 6000 voti costituente solo il 10% della popolazione maschile cittadina, di allora.

Organizzazione e compiti della boulè

Boulè: era l'organo che preparava le discussioni dell’ekklesia. Costituito da 500 cittadini (superiori ai 30 anni), 50 per ogni tribù. Ogni tribù esercitava per 36 giorni l’anno la PRITANIA, ossia sedeva con i suoi membri nell’edificio che ospitava il Consiglio ( il bouloterion), poiché il compito di governare la buolè spettava ogni mese agli esponenti di una tribù diversa, i 50 membri di ognuna delle dieci tribù erano pritani per un mese. Inoltre per ognuno dei 36 giorni veniva eletto un rappresentante, ciò significa che 36 dei 50 membri avevano diritto a questa carica; questa carica era chiamata nello specifico epistate. C’era dunque un continuo scambio tale da favorire la partecipazione dei cittadini, ma non l’efficienza dei funzionari; non c’è da stupirsi per questa negligenza se si pensa a quanto i greci detestassero qualsiasi forma di professionalizzazione, l’atto stesso del lavorare per mantenersi era guardato con dispetto, per quanto allo stato reale dei fatti tutti i cittadini vi erano costretti, tant’è che, almeno all'inizio, la partecipazione politica era limitata proprio per questa ragione: non ci si poteva dedicare anima e corpo ad un’attività non retribuita che occupava tempo utile per il lavoro. Con Pericle si deciderà di dar un compenso alle cariche pubbliche, costituito inizialmente da un semplice gettone di presenza.

Funzionari pubblici e amministrazione

C’erano poi molti funzionari pubblici che esercitavano il loro potere per un anno, riuniti in collegi di 10 membri, uno per ogni tribù. Erano estratti tra volontari e si occupano di vari settori dell’amministrazione della città. Venivano sottoposti a verifiche costanti ed ad un esame preliminare. Avevano scarsa esperienza ma i compiti erano semplici inoltre c’era il controllo del Consiglio e gli incarichi più difficili erano svolti da grammateis, segretari di condizione quasi servile, specializzati nel loro campo d’azione. Nonostante la consegna delle cariche avvenisse tramite estrazione i più meritevoli potevano vedersi rinnovare il loro incarico ( ciò che avvenne con Pericle, stratega dal 443 al 429).

Sistema giudiziario ateniese

L’amministrazione giustizia comprendeva cause comuni (dike) e cause politiche (graphe). I tribunali erano formati da 6 mila cittadini estratti a sorte da un elenco di volontari che avevano prestato giuramento; i metodi di estrazione erano complicati per evitare brogli. La carica rimaneva valida per i successivi 12 mesi ed i processi si svolgevano nell’agorà dove un buon numero dei cittadini estratti si recava per ricevere, tramite sorteggio, l’assegnazione di un caso. Questo servizio fu il primo ad essere retribuito e allo stato dei fatti consisteva nell’assistere una giuria che poteva essere costituita da:

201 politai per cause di minore importanza

501 politai per quelle più rilevanti

1501 per casi eccezionali

Questa era la fase definita istruttoria, in cui appunto si costituiva la giuria sotto il controllo di differenti magistrati, come arconti o strateghi. Normalmente in una giornata si svolgevano dai tre ai quattro processi nei quali si assisteva all’arringa dell’accusatore ed a quella dell’accusato. La durata era scandita da una clessidra (dalla durata di un’ora circa), allo scadere della quale seguiva la delibera della giuria, senza consultazione ma con l’uso di gettoni predisposti che venivano inseriti in un urna. Se l’accusato risultava colpevole si passava ad una seconda fase, più breve nella quale veniva stabilita la pena. Se l’accusatore non riusciva a raggiungere almeno il 20% dei voti veniva esiliato e perdeva i diritti civili, tale misura serviva a limitare il fenomeno dei sicofanti, accusatori di professione che ricattavano le loro vittime o vivevano di denunce.

I tribunali si occupavano di processi di ambito civile e penale, ma anche di ordine pubblico, nei quali poteva essere giudicato chiunque, da uno stratega ad un funzionario pubblico. Importante dire che non si faceva distinzione tra i reati veri e propri, ad esempio quello di corruzione, ed il semplice manifestare insoddisfazione. Vigeva inoltre il giudizio del graphe paranomon secondo il quale, ne corso dell’ekklesia, si poteva accusare un cittadino che aveva fatto approvare dall’assemblea un decreto ritenuto contrario alle leggi; il tribunale pertanto controllava l’assemblea e le decisioni del primo erano ritenute superiori alle delibere della seconda. I tribunali erano molto apprezzati in quanto vedevano una forte componente popolare, assente nel Consiglio.

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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le principali differenze tra le tribù ateniesi prima e dopo Clistene?
  2. Prima di Clistene, Atene era divisa in quattro tribù basate su legami di parentela, mentre dopo la riforma clisteneana, si passò a dieci tribù che aggregavano cittadini provenienti da diverse aree, inclusi interni e coste.

  3. Chi poteva partecipare all'ekklesia e quali erano le sue funzioni principali?
  4. Potevano partecipare all'ekklesia tutti i cittadini maschi di età superiore ai vent’anni, discendenti da almeno un genitore ateniese. Le sue funzioni includevano decisioni su alleanze, tributi, elezione di magistrati e l'ostracismo di personaggi scomodi.

  5. Qual era il ruolo della boulè nell'amministrazione ateniese?
  6. La boulè preparava le discussioni per l'ekklesia ed era composta da 500 cittadini, con ogni tribù che esercitava la pritania per 36 giorni all'anno, favorendo la partecipazione dei cittadini, sebbene non sempre l'efficienza dei funzionari.

  7. Come funzionava il sistema giudiziario ateniese?
  8. Il sistema giudiziario era composto da tribunali formati da cittadini estratti a sorte, con giurie che variavano in numero a seconda della gravità del caso. I processi si svolgevano nell’agorà e il servizio era retribuito, con pene stabilite in una fase successiva al verdetto.

  9. Qual era l'importanza del graphe paranomon nel sistema giudiziario ateniese?
  10. Il graphe paranomon permetteva di accusare un cittadino per aver fatto approvare un decreto contrario alle leggi durante l'ekklesia, garantendo che le decisioni dell'assemblea fossero controllate dai tribunali, i quali avevano un'importante componente popolare.

Domande e risposte

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