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Inizio della Repubblica

Com'è organizzata la Repubblica
Al vertice vi erano due consoli, che si occupavano dell'organizzazione militare e politica, stavano in carica un anno in modo che il potere fosse nelle mani di una sola persona. Il senato continuò ad essere formato dagli anziani, la cui carica era a vita. Essi si esprimevano attraverso i pareri. I consoli erano assistiti dai senatori. Sotto i Re vi erano i Patrizi, un'altra classe, appartenevano a famiglie di grandi proprietari terrieri, mentre tutti gli altri abitanti facevano parte della classe dei plebei, composta da gente povera, artigiani e commercianti. Queste due classi non avevano gli stessi diritti. Un'altra classe era quella dei clienti, uomini liberi ed economicamente disagiati che si mettevano a disposizione dei patrizi; inizialmente nei tempi della monarchia ricambiavano solo con l'obbedienza, ma durante l'età repubblicana, li ricambiavano votandoli.

Essi non osavano rivoltarsi contro i patrizi, perché avevano bisogno del loro supporto, ma un'altra classe, quella dei plebei, si ribellarono contro la classe patrizia, rivendicando i loro diritti. Cominciarono quindi numerose lotte e nel 494 a.C., esasperati, i plebei lasciarono Roma, ritirandosi sull'Aventino e minacciando di non tornare più in città. A quel punto questi ultimi scesero a patti con i patrizi, ottenendo inoltre la creazione di una nuova carica, i tributi della plebe, che aveva il diritto di veto. Fu eletto come console un plebeo, per cui si prospettava la pace tra le due classi sociali. Nel corso del secolo vennero create anche altre magistrature:
- i questori che amministravano le finanze;
- I pretori che erano giudici e amministravano la giustizia;
- Gli edili che si occupavano di edilizia;
- I censori che si occupavano di censimento, ovvero di stabilire la ricchezza dei cittadini e suddividerle per classi.

Tutte le classi venivano elette ogni anno, eccetto i censori che venivano eletti ogni cinque anni.
I plebei vivevano nelle insule: ad ogni piano viveva una famiglia, queste abitazioni avevano poche aperture(finestre), avevano un balcone che affacciava sul cortile e una vasca all'entrata che serviva a raccogliere l'acqua piovana, sfruttandola per usi domestici. Vi erano le domus, abitazioni come le insule, in cui una famiglia poteva avere più di un piano, vi erano più finestre, un balcone che affacciava sul giardino ed era affrescata. Infine vi erano le ville che erano caratterizzate dalla collocazione, infatti, queste abitazioni non si trovavano al centro, bensìin campagna, molto spesso erano collegate ad aziende agricole o portuali.

La donna non poteva votare e aveva un ruolo marginale, essendo considerata un possesso dell'uomo, così come lo erano i figli e il patrimonio. Il padre famiglia poteva decidere la vita o la morte delle figlie e anche il loro matrimonio. Le donne che erano maggiormente considerate erano le sacerdotesse, le quali eranolibere. I Romani adoravano gli dei, erano gli stessi dei greci per via della loro influenza, ma con nomi diversi.

Vi era un corso d'onore (cursus honorum), per cui prima di accedere alle magistrature i giovani romani dovevano aver servito nell'esercito e ricoperto almeno per un anno il grado di tribuno militare, potendo poi diventare questore e potendo anche ricoprire le altre cariche.

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