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Puglia - storia

Il territorio corrispondente all’attuale Puglia, nel VI secolo a.C. vivevano alcune popolazioni forse provenienti dall’Oriente: gli Appuli, i Dàunii, gli Iapiogi, i Calabri detti anche Messapii.
Ma nel territorio, esistono anche resti di civiltà ancora pi antiche. Ciò che è strano è che simili resti sono stati rinvenuti in Corsica, in Francia, in Danimarca in Inghilterra, ma non nella penisola italiana. Si tratta dei dolmens e dei menhirs.
Nel 706 a.C., alcune popolazioni provenienti dalla Grecia fondarono Taranto che ben presto diventò un centro molto fiorente della magna Grecia, con una popolazione enorme per quel tempo di 100.000 abitanti. Più tardi, acquistò importanza anche Brindisi, come porto specializzati nei traffici commerciali con l’Oriente. Nel 216 a.C., nel territorio occupato dai Daumii, ad ovest di Bari, avvenne la battaglia di Canne vinta da Annibale contro l’esercito romano. Sotto Roma, tutti i popoli della Puglia furono riuniti in un’unica provincia. Essa comprendeva l’ Apulia e la Messapia che i Romani chiamavano Calabria. Tutta la zona beneficiò allora di numerose opere pubbliche quali ponti e strade. Da ricordare la via Appia che arrivava fino a Taranto e a Brindisi e la via Traiana che univa Benevento a Brindisi.
Dopo la caduta dell’Impero romano, la Puglia fu contesa fra Bizantini, Longobardi e Arabi e questa lunga lotta finì con la supremazia dei Bizantini i quali, a lungo, furono liberi di imporre tasse sproporzionate alla popolazione tramite un apposito magistrato chiamato “catapano” che ha dato il nome ad una parte della regione, la Capitanata, corrispondente all’incirca, all’odierna provincia di Foggia. Nel 1009, a Bari, scoppiò una rivolta, di cui tuttavia i Bizantini riuscirono ad avere la meglio.
Negli anni successivi si successero la dominazione di altri popoli come i Normanni e gli Svevi. I Normanni possedevano già una contea a Melfi e di conquista in conquista giunsero fino in Calabria.Nel 1059, il re normanno Roberto il Guiscardo si autonominò “Rex Apuliae et Calabriae”, con il totale riconoscimento del Papa. Successivamente, esso conquistò anche la Sicilia e costituì il Regno. Iniziò, allora, un periodo di prosperità perché ripresero i commerci con l’Oriente. I mercanti di Bari, Brindisi e di Trani avevano in Oriente gli stessi privilegi dei Veneziani e si arricchirono anche con il trasporto dei Crociati in Terra Santa.
Verso la fine del 1200, il Regno i Sicilia, compresa la Puglia, passò alla casa sveva. Con l’imperatore Federico II di Svevia per la Puglia iniziò un periodo molto fiorente sia dal punto di vista economico che artistico. Sorsero infatti chiese, cattedrali, e castelli imponenti, come Castel del Monte. Nel 1268, il Regno di Napoli e di Sicilia passò agli Angioini di Carlo d’Angiò. Fu un periodo triste per la Puglia, caratterizzato da rapine, saccheggi, soprusi e carestie. La situazione non migliorò con l’arrivo degli Aragonesi verso la metà del XV secolo. Ad aumentare il disordine contribuivano le lotte interne dei baroni, cioè degli antichi feudatari che possedevano grandi estensioni territoriali, lasciati incolti.
Con l’invasione di Carlo VIII, re di Francia, l’Italia meridionale e quindi anche la Puglia, cominciò ad essere contesa fra Spagnoli e Francesi. Infatti, risale al 1503 la disfida di Barletta fra Italiani e Francesi. Con la vittoria degli Spagnoli, per la Puglia iniziò un altro periodo di soprusi ed angherie che durò per ben due secoli.
Nella prima metà del Settecento, la Puglia passò sotto il governo della casata dei Borboni, terminato nel 1860 con la spedizione dei Mille e l’annessione aI regno d’Italia nel 1861.
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