Video appunto: Pompeo, Crasso e primo triumvirato

Situazione politica e sociale dopo Spartaco



Le leggi introdotte da Silla avevano rafforzato l’oligarchia senatoria, tuttavia, la dittatura sillana non aveva eliminato le cause della crisi della repubblica. La lotta tra ottimati(“i migliori”, volevano il predominio del senato) e popolari(cavalieri e proletari contro l’oligarchia senatoria), rischiava di travolgere le istituzioni.
Le pretese dei cavalieri, le ambizioni dei capi militari e il non voler rinunciare al potere dei generali, rendevano più intricato il quadro politico. Fra i generali emersero tre grandi protagonisti: Pompeo, Crasso e Cesare.
Sertorio: Nel periodo delle liste di proscrizione, Quinto Sertorio riuscì a rifugiarsi in Spagna e a costruire un governo autonomo. Con legioni fedeli e ben addestrate, Sertorio aveva dato origine ad una guerriglia che i romani non seppero fronteggiare. Nel 77 a.C. il senato decise di stroncare la ribellione con l’aiuto dell’inesperto Gneo Pompeo. Solo nel 72 a.C. tradito da un suo generale, Sertorio fu ucciso.

Rivolta degli schiavi capitanati da Spartaco



Mentre le legioni pompeiane erano impegnate in Spagna, nell’Italia meridionale il gladiatore Spartaco organizzò la cosiddetta rivolta degli schiavi(precedentemente avvenuta nel 135 a.C. in Sicilia) mettendo a ferro e fuoco la Campania, poiché, spinto dalla disperazione assieme ad altre decine di schiavi, scappò dalla scuola di Capua per raggiungere il Nord e far ritorno da uomo libero. Per due anni i romani non riuscirono a domarli e solo con l’intervento di Crasso e di Pompeo, di ritorno dalla Spagna furono sconfitti.


Pompeo e Crasso



Grazie alle vittorie militari Pompeo e Crasso riuscirono a diventare consoli nel 70 a.C. Essi abolirono parecchie delle leggi introdotte da Silla: restituirono ai tribuni della plebe il diritto di veto e reinserirono i cavalieri ad esempio. Pompeo nel 67 a.C. ottenne un imperium extraordinarium di tre anni per combattere i pirati che controllavano i mari. In soli tre mesi, egli riuscì a stroncare i pirati e ad annettere Creta e la Cilicia ai domini romani. Nel 66 a.C. si fece attribuire per la seconda volta l’imperium extraordinarium per combattere una nuova guerra contro Mitridate, il re del Ponto, dalla quale uscì vincitore. Vinto uno dei più grandi nemici di Roma, decise così di lanciare una spedizione contro i Nabatei anziché tornare in Italia, e di lì a poco, grazie alle campagne militari, Roma ebbe il controllo dell’intera Asia Minore e del Mediterraneo orientale.
CATILINA: Mentre Pompeo era occupato nelle sue campagne militari, la repubblica fu scossa da una nuova crisi politica: nel 63 a.C. fu scoperto il tentativo di un colpo di stato da parte dell’aristocratico Catilina che, malgrado avesse tentato più volte di divenire console, non ci riuscì ed al suo posto lo divenne Cicerone. Catilina aveva tentato la carta della cospirazione politica e a sostegno del suo piano basato sulla cancellazione dei debiti cercò di accattivarsi le simpatie dei poveri e dei nobili caduti in rovina. Tuttavia il suo piano fallì nello stesso anno, quando i Galli rivelarono il piano a Cicerone. Questi, allora, lo attaccò in senato con le sue famose orazioni, le Catilinarie, e lo condannò a morte senza processo. A Catilina non rimaneva che la fuga, ma trovò la morte proprio durante questa: nel 62 a.C. morì in battaglia cercando di raggiungere la Gallia.

Il primo triumvirato



Nel 62 a.C. Pompeo divenuto l’uomo più ricco di Roma sbarcò a Brindisi per fare due richieste al senato: l’approvazione dei provvedimenti politici con la costruzione delle nuove province e l’assegnazione delle terre ai soldati che avevano combattuto con lui. Tuttavia il senato rifiutò e spinse Pompeo a cercare un’alleanza con gli altri due uomini più ricchi di sempre: Crasso e Cesare. Nacque così un patto segreto con l’obiettivo di dividersi le cariche politiche e assumere il controllo delle istituzioni repubblicane, il primo triumvirato(60 a.C.). In cambio dell’appoggio nelle elezioni al consolato, Cesare promise vantaggi finanziari a Crasso e a Pompeo che avrebbe fatto approvare la legge per la distribuzione delle terre. I triumviri presero il controllo di Roma molto presto.