alfaio di alfaio
Ominide 20 punti

La notte della Repubblica: l'età di Cesare

Nel primo secolo a.C. Ci fu una crisi delle istituzioni repubblicane, le cause principali di questa crisi furono:
- l'incapacità del Senato di interrompere i conflitti tra gli ottimati (optimates) e i popolari (populares);
- l'ascesa di uomini nuovi (homines novi): cioè che riuscivano ad attirare tanta gente a sè;
- il crescente peso politico dell’esercito;
- la trasformazione delle istituzioni repubblicane in dittature.
Silla aveva cercato di ridare stabilità alle istituzioni rafforzando l'autorità del Senato ai danni del popolo e dei tribuni della plebe, ma questa riforma non riuscì a pacificare la Repubblica. Dopo Silla domino la vita politica romana, Pompeo un nobile e ricco uomo. A lui il Senato affidò il compito di conquistare, prima l'Etruria e quindi di eliminare Lepido, poi quello di conquistare la Spagna e di sconfiggere Sertorio. A questi successi si aggiunse quello ottenuto con Crasso, nel dominare la rivolta degli schiavi, guidati da Spartaco. Decine di migliaia di schiavi, fra cui lo stesso Spartaco, vennero uccisi o fatti prigionieri e crocifissi lungo la via Appia. I successi ottenuti e la loro ricchezza, permisero a Pompeo e Crasso di diventare consoli. Il Senato pur diffidente verso questi due, non poteva opporsi perché fortemente indebolito da scandali per la corruzione. Divenuti consoli eliminarono tutte le riforme di Silla, per avere poco dalla propria parte, restituirono pieni poteri al tributato della plebe e consentirono nuovamente ai cavalieri di accedere ai tribunali. Pompeo affrontò ed eliminò il problema della pirateria nel Mediterraneo e gli vennero conferiti poteri assoluti su tutte le terre affacciate sul Mediterraneo e sui mari. Nel frattempo Pompeo annientò Mitridate, re del Ponto (odierna Turchia), ampliando l'influenza romana in Oriente. Mentre Pompeo si trovava in oriente, a Roma continuava la lotta politica e Crasso cercava di rafforzarsi ai danni dell’assente. Nel frattempo emergeva la figura di Giulio Cesare e di Catilina. Quest'ultimo salì al potere con la forza, comprando molti consensi e clientele, ma venne contrastato da Cicerone che emanò una congiura contro di lui. Catilina fuggì in Etruria, dove però fu ucciso.

L’ascesa di Cesare

Nel 60 a.C. Pompeo si alleò con Cesare e Crasso, formando un patto segreto: il primo triunvirato. Diventato console Cesare distribuì delle terre ai soldati di Pompeo e per favorire grasso ridusse il canone dovuto ai pubblicani. Per sé Cesare ottenne che gli venisse assegnato il proconsolato della Gallia. Cesare si recò nella Gallia che si estendeva al di là delle regioni meridionali. Il Senato non lo aveva autorizzato a condurre campagne militari, ma prese a pretesto la migrazione verso ovest degli elvezi che li costrinse a rientrare nelle loro terre. Sconfisse anche altri popolazioni sottomettendo molte tribù. Al termine della campagna, Cesare comunicò al Senato che la Gallia era pacificata (cosa parzialmente vera perché gran parte non era ancora sotto il controllo romano). Cesare si dedicò consolidare ed estendere il dominio romano nella Gallia e respingere le incursioni. A Roma la situazione degenerava e Crasso morì nella sconfitta subita a Carre. Il triumvirato era finito mentre a Roma imperava l’anarchia tanto che il palazzo del Senato venne bruciato dalle fiamme.

La guerra civile e la dittatura di Cesare

La gravità della situazione indusse il Senato a prendere provvedimenti, Assegnando a Pompeo l'incarico di consul unicum (console senza collega). Un altro principio fondamentale veniva così clamorosamente violato. Scaduto il suo mandato in Italia Cesare volle ritornare in Italia, ma il Senato lo obbligò di rientrare a Roma da cittadino privato. Cesare si rifiutò e venne dichiarato nemico della patria, così il Senato diede pieni poteri a Pompeo e allontanò dalla plebe gli alleati di Cesare, come Marco Antonio. Cesare risposta a questo messaggio varcando il Rubicone con le armi marciò verso Roma, così iniziò la guerra civile. L'avanzata di Cesare indusse molti senatori a fuggire, lo stesso Pompeo con 200 senatori si rifugiò in Grecia cerco di reclutare un nuovo esercito contro l’avversario. Una volta impadronitisi di Roma, Cesare passò in Spagna ed infine in Grecia Dove sconfisse Pompeo il quale scappò verso l’Egitto sperando l’appoggio di Tolomeo. Cesare giunto in Egitto, pose al trono Cleopatra (con la quale ebbe un figlio) e assicurò a Roma il controllo dell’Egitto e fece tagliare la testa Pompeo, ponendola su un piatto d’argento. Tornato a Roma nel 45 a.C. Cesare perseguì una politica di clemenza e ricoprì il ruolo di pontefice massimo. La sua persona era considerata sacra ed inviolabile. Egli rese più equa l'amministrazione delle province, estese il diritto di cittadinanza e donò delle terre ai veterani. Aumentò anche il numero di senatori da 600 900 con effetto di ampliare la classe dirigente. Cesare dimezzò anche il numero di coloro che avevano diritto alla distribuzione gratuita del grano, ma operò allo stesso tempo per alleviare la disoccupazione, promuovendo dei lavori pubblici. Il 15 marzo del 44 A.C. mentre Cesare si recava in Senato, venne assassinato a pugnalate da suo figlio Bruto e da un gruppo di giovani.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email