Concetti Chiave
- Pompei, situata vicino al Vesuvio, ha origini antiche con insediamenti risalenti all'VIII secolo a.C., fondati dagli Osca e successivamente abitati dai Sanniti e dai Romani.
- Sotto il dominio romano, Pompei si trasformò in un importante centro commerciale e culturale, con la costruzione di edifici significativi come il Tempio di Giove e la Basilica.
- L'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. seppellì Pompei, causando la morte della maggior parte dei suoi 20.000 abitanti e trasformando la città in un paesaggio desolato per secoli.
- La riscoperta di Pompei iniziò nel XVIII secolo, ma fu solo dopo il 1860 che si avviarono scavi sistematici che hanno riportato alla luce gran parte del patrimonio archeologico.
- Pompei è considerata un patrimonio inestimabile per la comprensione della società romana, offrendo una "istantanea fotografica" della vita quotidiana, degli usi e dei costumi del tempo.
In questo appunto viene riportata la storia di Pompei in breve, soffermandosi sulle sue tappe principali, prima di raccontare come è avvenuta l'eruzione del Vesuvio che ha posto fine alla città di Pompei e alla sua civiltà.
Storia di Pompei prima della fatale eruzione
Sorta su un altopiano di origine vulcanica sul versante meridionale del Vesuvio, a circa 30 metri sul livello del mare e a breve distanza dalla foce del fiume Sarno, Pompei è una città della Campania che si trova nel Golfo di Napoli.Un territorio in origine poco popolato a causa della mancanza di sorgenti o corsi d'acqua sull'altopiano, anche se nel corso dell'VIII secolo a.C. si formarono alcuni insediamenti nella vicina valle del Sarno. Tutto ciò è testimoniato da numerose tombe a fossa.
La popolazione che fondò Pompei fu sicuramente Osca e solo successivamente fu abitata dai Sanniti e conquistata dai Romani dal primo secolo a.C.
I primi insediamenti risalgono all’Età del Ferro, ovvero al IX-VII secolo a C., durante la quale la città fu un centro commerciale molto importante a causa della sua posizione sul mare, che la resero il porto dei centri dell'entroterra campano, in concorrenza con le città greche della costa.
Per questo Pompei entrò in breve nel mirino dei progetti espansionistici di Greci, Etruschi e Sanniti.
Successivamente, così come l'intera Campania, anche Pompei fu conquistata dai Romani.
Sotto il dominio romano nacquero numerosi edifici importanti, come ad esempio il Tempio di Giove, la Basilica e la Casa del Fauno. Sempre in questo periodo è stato eretto anche il Tempio di Iside, che rappresenta una testimonianza evidente degli scambi commerciali di Pompei con l’Oriente.
Sotto il dominio di Roma Pompei venne governata dal dittatore Publio Cornelio Silla, che la conquistò nell’89 a.C. Essendosi poi romanizzata, la città era molto simile a Roma, sia dal punto di vista architettonico che istituzionale.
Divenne poi la residenza estiva del patriziato romano e durante l'età imperiale molte famiglie fecero costruire edifici come l’Edificio di Eumachia e il Tempio della Fortuna Augusta.
La Campania subì ingenti danni sotto Nerone, a causa di un sisma verificatosi nel 62 o 63 d.C.
Ci fu un tentativo di ricostruzione per ordine del Senato romano, che però falli a causa dell'eruzione del Vesuvio che il 24 agosto del 79 d. C. cancellò per sempre la città di Pompei. Un'eruzione che viene ricordata anche "eruzione pliniana", proprio perché anche Plinio il Vecchio morì in questa circostanza.
Per ulteriori approfondimenti su Pompei vedi qui
L'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. che cancellò Pompei
Il 24 e il 25 agosto del 79 d.C., due mesi dopo la morte dell’imperatore Vespasiano, una catastrofica eruzione del Vesuvio si abbatté improvvisa e inaspettata sulle città di Stabia, Ercolano e Pompei, a pochi chilometri da Napoli, seppellendole sotto una coltre di magma lavico, lapilli e cenere infuocati.Per avere un’idea delle proporzioni del drammatico evento, basti ricordare che, dei circa 20.000 abitanti di Pompei, solo un migliaio poté fortunosamente salvarsi.
La stragrande maggioranza delle persone restò infatti vittima della violenza della natura o scomparendo sotto le macerie delle case abbattute dalla massa di materiale eruttivo o restando soffocata per il rapido diffondersi di gas velenosi esalati dal vulcano, e dimostratisi letali anche per quanti erano riusciti ad allontanarsi per cercare scampo nella fuga.
In questa catastrofe trovò la morte anche lo storico Plinio il Vecchio, che si recò sul luogo del disastro per poterne osservare da vicino gli effetti. Trasformato ormai l’intero territorio pompeiano in una specie di sconvolgente paesaggio lunare e rimasto come tale, pressoché ignorato e disabitato, per secoli, la piccola città campana tornò a far parlare di sé intorno alla metà del XVIII secolo. Solo in questo periodo vennero infatti effettuati i primi scavi, in modo però assolutamente caotico e disordinato, e quindi tutt’altro che scientifico, al punto da provocare non pochi danni al patrimonio archeologico della zona.

Nel secolo successivo, in particolare dopo il 1860 e la formazione del Regno d’Italia, la situazione mutò radicalmente grazie anche all’organizzazione di una serie di campagne di scavo condotte in modo sistematico da parte di archeologi qualificati, che contribuirono e che contribuiscono tuttora a riportare alla luce, insieme a una consistente parte del tessuto urbano, anche statue, arredi e oggetti di ogni genere, uniti a veri e propri tesori d’arte di eccezionale valore.
La città di Pompei rappresenta un patrimonio inestimabile e unico per lo studio e la conoscenza della società romana del tempo, in quanto le circostanze che accompagnarono la sua distruzione ne hanno fatto una sorta di istantanea fotografica, in cui il tempo si è fermato per sempre. Le ricerche hanno restituito scheletri di donne e uomini travolti dalla lava o sorpresi nel sonno dalla catastrofe, ma anche resti di edifici pubblici e privati, oggetti di uso quotidiano, iscrizioni e dipinti, consentendoci di conoscere gli usi e i costumi della società romana contemporanea in ogni suo aspetto.
Per ulteriori approfondimenti su Ercolano, l'altra vittima del Vesuvio, vedi qui
Domande da interrogazione
- Quali furono le origini della città di Pompei?
- Quali edifici significativi furono costruiti a Pompei sotto il dominio romano?
- Che cosa accadde a Pompei durante l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.?
- Come è cambiata la percezione di Pompei dopo la sua distruzione?
- Qual è l'importanza archeologica di Pompei?
Pompei sorse su un altopiano vulcanico e fu inizialmente popolata dagli Osca, successivamente dai Sanniti e conquistata dai Romani nel I secolo a.C., diventando un importante centro commerciale grazie alla sua posizione strategica.
Sotto il dominio romano, Pompei vide la costruzione di importanti edifici come il Tempio di Giove, la Basilica e la Casa del Fauno, oltre al Tempio di Iside, che testimonia gli scambi commerciali con l'Oriente.
L'eruzione del Vesuvio il 24 agosto 79 d.C. seppellì Pompei sotto magma, lapilli e cenere, causando la morte della maggior parte dei suoi 20.000 abitanti, con solo un migliaio che riuscì a salvarsi.
Dopo secoli di oblio, Pompei tornò alla ribalta nel XVIII secolo con i primi scavi, che, sebbene inizialmente caotici, portarono alla luce un patrimonio archeologico unico, fondamentale per lo studio della società romana.
Pompei rappresenta un patrimonio inestimabile per la conoscenza della società romana, offrendo una "istantanea fotografica" della vita quotidiana, con resti di edifici, oggetti e scheletri che rivelano usi e costumi dell'epoca.