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Botteghe dell’antica Roma


Le testimonianze in merito ci provengono numerosissime dai resti archeologici di Pompei e di Ercolano. Durante la stagione fredda, era molto frequente che colui si trovava in giro per la città, sentisse il bisogno di riscaldarsi un po, ristorandosi con una bevanda. Per questo, poteva entrare in un “termopolium”, una bottega che corrisponde al nostro bar moderno dove si poteva bere una tazza di vino caldo aromatizzato con erbe e resina di pino.
Di solito il bancone dava direttamente sulla via ed era ricoperto di marmi colorati. Nel piano del bancone si aprivano delle aperture circolari nelle quali venivano infilate le anfore da cui l’oste mesceva le bevande agli avventori. Ad un’estremità del bancone si trovava una sorta di vetrina che serviva per esporre la pasticceria: focacce,mosto cotto, dolci di farina e miele, di miele e formaggio. Dietro il banco, esisteva anche uno spazio con alcuni piccoli tavoli intorno ai quali i clienti si sedeva per consumare o giocare a dadi.
Un’ altra bottega molto diffusa era quella dei “tonsores” che corrispondono ai barbieri moderni. Una testimonianza di questo mestiere ci è stata lasciata da marziale quando scrive:”Tutte queste cicatrici che voi potete contare sul mio mento, tante quante quelle di un vecchio pugile, mi sono state fatte dal ferro di un barbiere e dalla sua mano scellerata. soltanto il caprone, fra tutti gli esseri viventi, è il più intelligente; se sta tranquillo con la sua barba e così sfugge al carnefice”. Gli arnesi adoperati dai “tonsores” erano molto rudimentali. Essendo fatti di ferro, ne sono pervenuti pochissimi ai nostri giorni in quanto corrosi dalla ruggine. Invece, sono numerosi quelli etruschi che erano fatti di bronzo. La moda di radersi si diffonde a Roma verso il III secolo avanti Cristo e da questo momento in poi i negozi dei “tonsores” diventarono numerosissimi. Ce n’erano ovunque e perfino agli incroci delle vie, all’aria aperta. Le sedute erano piuttosto lunghe poiché era un’occasione di chiacchierare, di fare pettegolezzi o scambiarsi opinioni. Infatti, Marziale scrive: “Mentre il barbiere fa il giro di Luperco, al cliente spunta da capo la barba.”
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