Tito e Domiziano

La permanenza sul trono di Tito Flavio Vespasiano durò poco più di due anni (dal 79 all'81 d.C.): egli non ha dunque lasciato tracce consistenti del suo governo anche se gli storici coevi ne hanno tramandato un'immagine quanto mai positiva. L'evento più memorabile di quegli anni fu senz'altro la tragica eruzione del Vesuvio (avvenuto nell'agosto del 79 d.C.), che seppellì con la lava le città di Ercolano, Pompei e Stabia.

Quando quest'area venne scavata, durante il Settecento, si scoprì che la lava aveva conservato intatte nel tempo le tre città: esse costituiscono il solo sito al mondo che ci restituisce, fissata nel tempo, la completa situazione urbanistica di un'intera città, ferma a un giorno qualsiasi del primo secolo dopo Cristo (I sec.d.C.). La morte prematura di Tito portò sul trono il fratello Domiziano che riprese la politica del padre finalizzata a rafforzare i confini dell'impero, in particolare quelli nord-orientali: infatti a tale scopo fece erigere, in aree problematiche per la sicurezza dell'impero, come il confine tra Reno e Danubio, fortini e accampamenti fortificati collegati tra loro e presidiati i primi da truppe ausiliarie e i secondi da intere legioni.

Nella politica interna invece Domiziano si ispira decisamente al modello assolutistico e autocratico, scontrandosi apertamente con il Senato, che decise di epurare (eliminare) di tutti i componenti a lui ostili. In questo clima di recupero di reciproco rispetto nel 96 d.C. un piano ordito dai senatori ed eseguito da un liberto portò all'assassinio dell'imperatore e alla fine della dinastia Flavia.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email