Concetti Chiave
- Sertorio ha creato rapporti di fiducia con le popolazioni locali in Spagna, sfruttando tradizioni e costumi dei barbari per consolidare il suo potere.
- La sua leadership ha portato all'eliminazione di due province romane, presentando una minaccia diretta al sistema di dominazione romano.
- Il senato romano percepiva Sertorio come un pericolo mortale, temendo che la sua politica di integrazione potesse destabilizzare l'ordine sociale romano.
- La plebe e gli equites di Roma erano preoccupati per le alleanze di Sertorio con pirati e Mitridate, che minacciavano la sicurezza economica dello stato.
- Gneo Pompeo Magno è stato scelto dal senato per contrastare Sertorio, grazie alle sue capacità militari e alla sua influenza sui soldati.
Sertorio e la fiducia nelle province?
Sertorio era riuscito a creare rapporti di fiducia fra le popolazione delle due province, anche perché aveva saputo sfruttare le tradizioni locali, adattandosi ai costumi e allo spirito dei barbari: poiché in Spagna era molto radicato il culto degli eroi, Sertorio aveva pensato bene di farsi passare per un dio consigliato da una cerca bianca. Inoltre aveva adottato il metodo della guerriglia proprio dei barbari; aveva creato una guardia di fedelissimi pronti a sacrificare la vita per lui e grazie ai suoi rapporti con i pirati della Cilicia aveva stretto alleanze con Mitridate, che gli inviò ambasciatori.
La minaccia di Sertorio a Roma
Insomma era diventato signore di quasi tutta la Spagna, eliminando di fatto due ricche province romane. Il senato avvertiva ormai la sua politica come un pericolo mortale per Roma, soprattutto perché la convivenza armoniosa fra soldati romani esuli, coloni latini e tribù barbare, senza schiavitù indigenza, rischiava di rappresentare un esempio distruttivo per il sistema di dominazione romano basato sull’annientamento e sull’assoggettamento schiavistico degli indigeni che Roma aveva applicato nelle sue conquiste in nome della propria superiorità.
La risposta di Roma: Pompeo Magno
Ma anche la plebe di Roma e gli equites non guardavano con simpatia alla politica di Sertorio, che trattava con i pirati e con Mitridate, avvertiti dai Romani come una grave minaccia per l’intera economia dello stato, da quando le rotte del Mediterraneo non erano più sicure e la provincia d’Asia era costantemente minacciata dal re del Ponto. Pertanto ci si rivolse al solo comandante di cui erano riconosciute le straordinarie capacità militari, il forte ascendente sui soldati e la notevole duttilità politica: sia pure a malincuore, il senato affidò al privato cittadino Gneo Pompeo Magno un imperium, comando supremo con potestà proconsolare in Spagna per tutto il tempo utile a conseguire una vittoria definitiva.
Domande da interrogazione
- Quali strategie utilizzò Sertorio per guadagnare la fiducia delle popolazioni locali?
- Qual era la percezione del senato romano riguardo alla politica di Sertorio?
- Come reagì Roma alla minaccia rappresentata da Sertorio?
Sertorio creò rapporti di fiducia sfruttando le tradizioni locali e adattandosi ai costumi dei barbari, facendosi passare per un dio e adottando metodi di guerriglia, oltre a formare una guardia di fedelissimi (testo).
Il senato considerava la politica di Sertorio un pericolo mortale per Roma, poiché la sua convivenza armoniosa con le tribù barbare minacciava il sistema di dominazione romano basato sull'assoggettamento (testo).
Roma si rivolse a Gneo Pompeo Magno, riconoscendo le sue capacità militari e politiche, affidandogli il comando supremo in Spagna per sconfiggere Sertorio e ristabilire l'ordine (testo).