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Il Medioevo ellenico

Il crollo della civiltà micenea produsse notevoli cambiamenti economici e sociali: le antiche città e palazzi lasciarono il posto a nuovi insediamenti, mentre la popolazione si raccolse in piccoli villaggi.
Ci furono grandi movimenti migratori in Grecia.
Il livello culturale dei popoli greci si semplificò notevolmente: la scrittura era divenuta inutile ai piccoli villaggi e per questo scomparve. Le maggiori informazioni per questo periodo sono stati tratti dai reperti archeologici che rendono l'immagine di una civiltà inferiore a quella micenea.
Per questo motivo, questo periodo, viene chiamato Medioevo ellenico o età oscura della Grecia.

Questi secoli oscuri sono molto importanti da un punto di vista sociale e culturale per due motivi: in questo periodo si posero le basi per la nascita della polis, secondo luogo questi sono gli anni in cui nacquero i poemi omerici (Iliade e Odissea, frutto dell'unione di canti tramandati oralmente).

Nei villaggi emersero alcune casate aristocratiche guidate da un capo, il basiléus; i capi erano affiancati dal consiglio degli anziani, la gherusia; accanto a queste due figure c'era anche un'assemblea popolare all'interno della quale erano discusse le questioni di interesse pubblico. La casta sacerdotale non esisteva, chiunque poteva compiere riti e sacrifici.

Ciascuna comunità produceva ciò che era necessario alla propria sopravvivenza; agricoltura e allevamento erano le attività principali. Molto probabilmente esisteva una classe di schiavi ma anche una di lavoratori liberi costretti a lavorare in cambio di compenso.
Per avere i beni più rari e preziosi si doveva ricorrere alla guerra o alle razzie.
Non tutti gli stranieri erano nemici, con alcuni di loro era necessario rispettare delle regole.

La società del Medioevo ellenico era guidata dalla cultura della vergogna (timè=vergogna), ovvero di temeva che una propria azione venisse disapprovata.

LE POLEIS
Al termine del Medioevo ellenico inizia quella che viene chiamata età arcaica della storia greca.
Il territorio greco si trovava occupato da tre grandi stirpi: i dori che avevano preso il posto dei micenei, le loro città più importanti erano Sparta, Corinto e Argo; gli ioni che si erano stanziati sulle coste dell'Asia Minore, della stessa stirpe erano gli attici, gli abitanti dell'Attica, la regione dove si trovava Atene; gli eoli che popolavano alcune isole e la Beozia, qui la città principale era Tebe.

In questo periodo si verificò la rivoluzione agricola che condusse a un notevole sviluppo economico e un miglioramento del tenore di vita. Ci fu un aumento demografico.

Intorno al 750 a.C. iniziò un nuovo movimento di colonizzazione verso alcune zone lontane del Mediterraneo.

Ci si doveva allora anche difendere, i contadini si associarono e organizzarono creando una nuova tecnica di combattimento: si sviluppò una comunità di contadini-soldato chiamati opliti che combattevano fianco a fianco in uno schieramento chiamato falange.

La nascita della polis contribuì a dare una risposta alle nuove esigenze della società greca. La polis era la città alta (l'acropoli), all'interno della quale si trovava il palazzo del re e il tempio. Le abitazioni del popolo si trovavano nella città bassa (asty). Con lo sviluppo del commercio e dell'agricoltura la distinzione tra città alta e città bassa perse significato.
La polis era una città-stato, era autonoma dal punto di vista politico.

Nella polis la sovranità non spettava ad un re ma a tutta la comunità, ovvero al popolo.
In ogni polis esisteva un'assemblea nella quale tutti i cittadini potevano prendere parola ed esprimere il proprio pensiero. Molto importante nella città erano l'acropoli e l'agorà (piazza), la prima era il centro della vita religiosa della città, la seconda era il luogo in cui si riuniva l'assemblea del popolo.

Non vi fu un unico tipo di polis. Esistevano anche i consigli degli anziani, i magistrati cittadini potevano essere nominati per un periodo limitato o a vita, potevano inoltre essere più di uno.
Nel caso il magistrato era unico e restava in carica a vita si parlava di polis monarchica; se il governo era gestito da un gruppo ristretto di persone si parlava di polis oligarchica; nel caso la città fosse governata dal popolo si parlava di polis democratica.

Queste tre forme di governo non si presentarono mai da sole ma spesso convivevano aspetti diversi in una stessa polis.
Le donne aveva il titolo di cittadine ma non potevano partecipare alle assemblee; gli schiavi erano considerati come un oggetto.

ESPANSIONE COLONIALE
Tra il IX e l'VIII secolo a.C., il mondo greco si trovò in una fase di tumultuosa espansione. Molte poleis divennero luogo di scontro di aristocratici che si contendevano il potere. C'erano grandi disuguaglianze economiche e sociali.
Tre l'VIII e il VI secolo a.C. ha luogo quella che viene ricordata come seconda colonizzazione, molte colonie furono fondate in Sicilia e in Italia Meridionale, quest'area prese il nome di Magne Grecia.

La fondazione delle colonie era un ordinato trasferimento di forme politiche e culturali che i greci chiamavano apoikìa (ovvero “trasferimento della casa”). La fondazione di una colonia richiedeva una grande organizzazione e un grande dispendio economico poiché bisognava allestire una flotta e costruire dei nuovi insediamenti. Prima di partire veniva spesso consultato l'oracolo di Delfi per ottenere il favore degli dei, poi veniva nominato un fondatore che guidava la spedizione ed aveva pieni poteri civili e militari.
I coloni portavano nelle nuove terre le loro usanze e i loro costumi e mantenevano uno stretto legame con la patria di origine.
Le colonie erano un mondo più libero e meno sottoposto alle tradizioni, per questo si crearono nuovi equilibri sociali e politici.

La più antica colonia greca in Italia fu Ischia (770 a.C.), in seguito furono fondate Cuma, Napoli, Paestum, Elea, Taranto e molte altre città.

La principale città greca della Sicilia fu Siracusa.

La colonizzazione favorì una grande crescita economica, si formò così una nuova classe economica che possiamo definire “media”. Ci furono nuovi contrasti, soprattutto gli aristocratici si sentivano minacciati dai nuovi ricchi.
Importante fu l'introduzione della moneta che soppiantò il baratto.
Ogni polis iniziò a coniare una propria moneta in una lega d'argento che ne determinava peso e valore. Le prime monete erano piccole sbarre di ferro, solo in seguito furono introdotti i metalli preziosi.
La moneta permise la nascita di nuove attività simili alle banche.
I templi custodivano grandi ricchezze e svolgevano in questo modo attività bancarie.

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