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Italia, Italie: identità comune

Oggi l’Italia ha una sua identità, una lingua comune, istituzioni e leggi valide su tutto il territorio, sebbene dal punto di vista dell’unità politica sia un Paese ancora giovane rispetto, per esempio, alla Fra ancia, all’Inghilterra. Essa possiede inoltre una serie di caratteristiche – dal patrimonio artistico a quello paesaggistico, dall’industria della moda all’alimentazione – che la identificano in maniera ben precisa. Ma quali erano l’immagine e l’identità dell’Italia nel passato?, e nel tardo medioevo in particolare?
Nei secoli dell’Impero romano l’Italia era stata un territorio unito sotto l’aspetto politico, anche se talvolta diviso in diverse province amministrative. Ancora all’epoca di Teodorico, re degli Ostrogoti (inizi de VI secolo), essa, pur manifestando al suo interno una separazione etnica tra Germania e Italici, si presentava come un organismo politico compatto e unitario. L’evento che determinò la rottura dell’unità territoriale e politica dell’Italia fu invasione dei Longobardi (568): una parte delle terre italiane passò nelle mani dei nuovi conquistatori, una parte restò in quelle dei Bizantini.

A partire da quel momento le varie aree della penisola italiana conobbero destini politici differenti. Per questo motivo, lungo il corso di tutto il Medioevo ( e poi durante l’età moderna) vi furono diverse “Italie”, ciascuna con le proprie vicende politiche, istituzionali, culturali: l’Italia dei Longobardi e quella dei Bizantini, in primo luogo; ma anche l’Itali inclusa nel Sacro romano impero e sotto il controllo degli imperatori tedeschi, l’Italia delle città libere, L’Italia dei Normanni, senza dimenticare i territori papali e la Sicilia controllata dai musulmani.
Non che tutto ciò impedisse i commerci, i viaggi, i pellegrinaggi e contatto culturali di ogni genere, ma vi fu senza dubbio un diversificarsi delle esperienze storiche che ebbe poi profonde conseguenze sullo svolgersi della storia italiana.

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