pexolo di pexolo
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Perugia foedus romano

È in occasione della Terza Guerra Sannitica, in cui alcuni popoli Umbri parteciparono insieme alla Lega sannitica contro Roma, che abbiamo notizie di Perugia: di essa non si sa nulla lungo tutto il periodo delle campagne contro Veio e Cere, in cui le città della pianura Padana erano finite sotto le mani dei Celti e mentre Capua e Cuma divennero romane. Essa crebbe silenziosamente ed isolata nella sua centralità fino al 310 a.C. (durante la Seconda Guerra Sannitica), quando Quinto Fabio Rulliano (secondo quanto tramandatoci da Livio) strinse un foedus con Perugia affinché non intervenisse a fianco dei Sanniti. Tuttavia, nel 295 a Sentino 4.500 perugini caddero in questa battaglia. Dopo il foedus stretto con Roma in seguito alla sconfitta di Sentino, Perugia non fu ridotta a colonia latina ma venne stabilito un secondo foedus: infatti, anziché divenire colonie, dopo la definitiva sconfitta della lega sannitica alcune comunità assoggettate da Roma ebbero trattati, foedera, non colonizzazioni. Questo foedus con Roma fece progredire paradossalmente la città di Perugia, sebbene prevedesse il pagamento di ingenti somme: la richiesta di ingenti tributi fece credere alla città di avere una certa entità politica e i suoi cittadini, sotto la pressione delle tasse, invece di immiserirsi riuscirono a fronteggiarla; dopo questo patto, l’economia perugina ne uscì stimolata, tanto che aumentò la produttività locale. Perugia era evidentemente governata da una oligarchia ricca e politicamente capace di trattare con Roma; mentre gli Etruschi che avevano invaso l’Italia meridionale si spensero, Perugia continuò a vivere e proprio nel corso del III secolo a.C. la città ebbe una sorta di exploit: vennero costruite le mura della parte bassa della città, la prima cinta muraria che Perugia si dava e che cingevano i due colli principali e parte delle loro propaggini in un’acropoli. Si è registrato lo sviluppo demografico di una città che fino ad allora risentiva di carenze demografiche, vennero perciò create nuove necropoli come quella del Palazzone, con tombe ipogee; fra queste le più importanti sono la tomba dei Volumni o quella di Cai-Cutu (scoperta recentemente a Monteluce). Sempre a questo periodo risale il Pozzo Sorbello , ora visibile vicino alla cattedrale in piazza Dante, accanto all'acropoli che si ritiene fosse etrusca. Perugia rimase dominata da una ristretta oligarchia, la quale traeva molti vantaggi da questo rapporto privilegiato con Roma in quanto poteva muoversi continuamente creando sistemi che avvantaggiavano i gruppi egemoni della città; attraverso l’oculata tattica di questa oligarchia Roma non aveva bisogno di controllare il direttamente territorio perugino, perché già lo faceva attraverso aristocratici che aveva aderito ad una politica filo-romana: ad essa Roma forniva gli strumenti di egemonia, avendo come risposta l’adesione non solo dell'élite ma anche dei ceti inferiori. La costruzione di opere pubbliche (come il pozzo-cisterna) permisero ai ceti dirigenti locali di essere amati dal popolo.

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