Israele e l'alleanza con Dio

La Genesi, il primo libro della Bibbia, narra le vicende iniziali della storia ebraica, nota come Età dei Patriarchi. Abramo, capostipite del popolo ebraico, intorno al 2000 a. C. partì dalla città di Ur verso la terra di Canaan, Per effetto della rivelazione divina secondo cui questa terra sarebbe diventata la patria dei suoi discendenti. Proprio la promessa che Dio, jahwèh, avrebbe fatto ad Abramo di stringere un'alleanza con il popolo che da lui avrebbe avuto origine è infatti l'elemento che caratterizzerà tutta la storia del popolo ebraico. Abramo generò Isacco, che, secondo la Bibbia, ebbe due figli, Esaù e Giacobbe. In seguito Giacobbe muto il suo nome in Israele, che in ebraico significa "colui che ha lottato con Dio e ha vinto": narra infatti la Bibbia che Giacobbe aveva lottato e avuto la meglio su un angelo inviatogli da Dio per tentarlo. Giuseppe, figlio di Giacobbe, fu preso come schiavo da mercanti delle Egitto, dove riuscì però a diventare consigliere del faraone. In seguito a una carestia, i fratelli lo raggiunsero poi in Egitto.

Nel XVIII secolo a.C. ci fu effettivamente una migrazione di ebrei verso le Egitto, che in caso di carestia rappresentava una meta obbligata, dal momento che la sua agricoltura era costantemente alimentata dalle piene del Nilo. I faraoni dal canto loro favorivano l'immigrazione, perché era necessaria molta manodopera per i lavori di bonifica e canalizzazione delle acque.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email