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Caratteri e vita del popolo ebraico


Gli Ebrei erano un popolo semita, come i Babilonesi, gli Assiri ed i Fenici. Essi avevano il naso lungo e arcuato, portavano la barba, che era ricciuta come i loro capelli, erano intelligenti e tenaci.
Il lavoro: Il popolo ebraico fu per molti anni un popolo nomade, la cui prima occupazione fu la pastorizia. Dopo lo stanziamento in Palestina, accanto alla pastorizia, si ebbe una fiorente agricoltura. Si coltivavano soprattutto cereali: orzo, frumento, spelta, legumi: fave e lenticchie; olive e vite.
Gli animali più comuni erano: pecore, capre, buoi, asini, muli, cavalli e cammelli. Il commercio tra un paese e l’altro si svolgeva per mezzo delle carovane.
La cultura: Poiché la loro religione impediva agli Ebrai di raffigurare Dio, le arti figurative, scultura e pittura, non furono coltivate. Gli Ebrei dettero il loro grande contributo culturale all’umanità attraverso la Bibbia che, oltre al già ricordato valore religioso, ha anche altissimo pregio letterario. Molte pagine della Bibbia sono altissima poesia.
La società: La società ebraica è dapprima nomade, dedita alla pastorizia; la casa dell’ebreo è la sua tenda, in cui domina il patriarca. Dopo la liberazione dall’Egitto, i capi degli Ebrei si chiamarono dapprima giudici, poi re. Il re ebreo, a differenza di quelli degli altri popoli, non aveva onori divini; egli era però l’unto del Signore, scelto da Dio per eseguirne la volontà. Fra i cittadini liberi non esisteva alcuna differenza di classe; gli schiavi erano pochi e quasi sempre stranieri prigionieri di guerra. I pochi ebrei schiavi, per lo più debitori che non avevano potuto pagare, tornavano liberi dopo sette anni. Tutti godevano del riposo del sabato ed erano sottoposti a leggi più miti di quelle degli altri popoli.
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