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Le guerre puniche - I protagonisti


Tutti sappiamo che i due grandi protagonisti delle guerre puniche furono Annibale e Publio Cornelio Scipione. Ce ne furono altri, più o meno noti, che parteggiarono per Roma o per Cartagine oppure si schierano prima su di un fronte poi su quello opposto.
a) Dalla parte romana abbiamo:
1. Gaio Duilio: Console nel 260 a.C., pur non essendo di origine nobiliare, fin dall’inizio del conflitto guidò l’esercito romano. Fece costruire la flotta ed ebbe l’idea di dotare le navi dei “corvi” per poter rendere stabili le imbarcazioni nemiche e combattere come sui trattasse della terraferma. A Milazzo sconfisse i Cartaginesi e per questo motivo egli fu, in assoluto, il primo romano a vincere una battaglia navale.
2. Marco Attilio Regolo: eletto console nel 256 a.C., guido l’esercito e ci mancò poco che Cartagine capitolasse. I Cartaginesi si ripresero, sconfissero i Romani e fecero prigioniero Attilio Regolo. La leggenda narra che fu mandato a Roma affinché trattasse le condizioni di pace. Invece egli consigliò al Senato di continuare a combattere. Torno a Cartagine da prigioniero dove fu ucciso facendolo rotolare giù da una montagna in una botte irta di chiodi.
3. Quinto Fabio Massimo: fu nominato console per cinque volte e nel 217 a.C. fu nominato dittatore. Decise di logorare le forze nemiche con la tecnica del temporeggiare. Per questo fu chiamato “il temporeggiatore”. I fatti gli dettero ragione; infatti, una volta scaduto il suo mandato, i Romani decisero di passare immediatamente all’attacco e si ebbe la sconfitta di Canne. Manifestò la sua contrarietà allo sbarco di Publio Cornelio Scipione in Africa, ma morì prima della vittoria romana di Zama.
4. Publio Cornelio Scipione l’Emiliano: Detto anche l’Africano minore, fu il vincitore della 3.a guerra punica e distrusse Cartagine nel 146 a.C. Successivamente, consolidò la presenza romana in Spagna, attaccando Numanzia. Si interessò di politica occupando un posto di primaria importanza, in contrasto le riforme sociali di Tiberio Gracco. Sappiamo che scomparve improvvisamente e la sua morte è stata stata circondata da un alone di mistero. Nonostante sul collo fossero trovati segni di strangolamento, non fu avviata alcuna indagine: alcuni pensarono che i responsabili fossero i sostenitori dei Gracchi, altri pensarono ad un suicidio per motivi politici, mentre Cicerone attribuì la responsabilità alla moglie che era imparentata con la famiglia dei Gracchi.
5. Gaio Terenzio Varrone: Di origine modesta, fu eletto console nel 216 a.C. e contestò la tattica di Quinto Fabio Massimo. Fu sua la responsabilità della sconfitta romana di Canne, ma per questo non fu messo sotto accusa.
b) Dalla parte cartaginese abbiamo:
1. Amilcare Barca: padre di Annibale, fu soprannominato Barca (= “barak che significa fulmine) per la sua rapidità militare. Gli fù affidato il comando dell’esercito cartaginese in Sicilia e non subì mai sconfitte. Abile stratega, appoggiò l’espansione cartaginese in Spagna nell’ottica di opporsi ai Romani. Ebbe tre figli che educò ad un forte sentimento anti-romano. Fra questi, ad Annibale fece giurare odio eterno nei confronti di Roma.
2. Archimede: noto matematico e fisico, fu protetto dal tiranno di Siracusa Gerone II ed in cambio egli fece costruire per lui dei macchinari bellici di grande novità alcuni dei quali furono utilizzati durante l’assedio romano di Siracusa del 121 a.C. Fra questi dobbiamo ricordare gli specchi ustori e gli uncini in grado di catturare le navi nemiche. Quando la città cadde in mano romana, Archimede fu ucciso da un soldato.
c) I camaleonti (coloro che appoggiarono ora i Romani ora i Cartaginesi)
1. Massinissa: re della Numidia, prima sui alleò con Cartagine, poi con Roma e contribuì alla sconfitta di Annibale a Zama. Più tardi approfitto della debolezza di Cartagine per espandere il proprio dominio e fini per essere la causa della terza guerra punica.
2. Gerone II: fu tiranno di Siracusa dal 270 al 215 a.C. Quando l’esercito romano occupò Messina per difenderla dall’attacco cartaginese, Gerione intervenne contro Roma, ma fu sconfitto. Allora, passò dalla parte dei Romani e diventò signore della Sicilia sud-orientale. Dopo la sua morte, Siracusa ruppe il patto con i Romani e nel 212 la città subì il saccheggio da parte di Marco Claudio Marcello.
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