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La guerra del Peloponneso
La potenza militare ed economica di Atene non poteva non portare a un conflitto con Sparta.
Nel 431 a.C. gli Spartani prendono a pretesto il blocco ateniese del porto di Magara,loro alleata,e scendono in guerra.
Atene crolla e i traffici grazie alla flotta di 300 triremi;il forte esercito di Sparta domina sulla terraferma e invade l'Attica.
Qui si scatena un'epidemia di peste che uccide migliaia di Ateniesi,tra cui Pericle.Il democratico Cleone prevale sull'aristocratico Nicia e prosegue la guerra con alterne fortune fino alla tregua stabilita nel 423 a.C. Nel 421 a.C. si giunge alla pace di Nicia,la quale sancisce il ritorno alla situazione iniziale:per Atene,è una vittoria diplomatica.
Ad Atene si afferma il giovane Alcibiade,nipote di Pericle,sostenitore del partito della guerra a oltranza.
Lo scontro con Sparta riprende e si risolve con la disastrosa sconfitta ateniese a Mantinea.

Atene reagisce e, in difesa delle proprie colonie in Magna Grecia,prepara una spedizione guidata da Alcibiade,Nicia e Lamaco.
Dopo l'allontanamento di Alcibiade,accusato di sacrilegio,la flotta ateniese assedia Siracusa,ma,accerchiata dalle navi nemiche,viene distrutta e quasi tutti gli Ateniesi vengono massacrati.
Atene,sconfitta,è allo stremo,ma i democratici continuano la guerra,, nel timore che la pace con Sparta favorisce il ritorno dell'oligarchia.
Tuttavia lo sforzo degli Ateniesi è inefficace,poichè gli Spartani,sostenuti dai Persiani,li sconfiggono definitivamente nella battaglia navale di Egospotami.
Le condizioni di pace sono durissime per Atene:riduzione del territorio,rinuncia all'egemonia e sottomissione politica a Sparta,la quale impone,proteggendolo col proprio esercito,il governo oligarchico dei trenta anni,che soffoca la città nel terrore.
Nel 403 a.C. una ribellione guidata da Trasibulo restaura la democrazia,ma non restituisce ad Atene la sua potenza.

La Grecia dopo la guerra
Quando,nel 386 a.C.,i Persiani riprendono il dominio sulle città greche dell'Asia Minore,assegnano a Sparta una funzione di controllo sul territorio greco.
A questa situazione reagisce Tebe,che,guidata da Pelopida e Epaminonda,sconfigge gli Spartani a Leuttra.
Nel 362 a.C.,però,dopo la morte di Epaminonda,viene stipulata una pace generale.
Sparta sparisce per sempre dalla scena,Tebe perde l'egemonia,Atene sopravvive,ma gravemente indebolita. La crisi delle poleis è irreversibile ed è prossima la perdita della libertà di tutta la Grecia.

La cultura ad Atene
In questo travagliato periodo la filosofia raggiunge ad Atene vette altissime con Platone e Aristotele,discepoli di Socrate.

Nella storiografia emerge la figura di Tucidide:la sua opera racconta la guerra del Peloponneso e con lui la storia assume una dignità scientifica.
In campo teatrale si afferma il genera della commedia;il massimo esponente è Aristofan,che nelle sue opere scaglia contro i potenti e le istituzioni volente polemiche,espresse con un linguaggio volutamente plebeo e osceno.

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