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L'età dell'oro

Il secondo secolo d.C. è chiamato Età dell'oro per Roma, siccome l'Impero romano in questo periodo vive in un secolo di massimo benessere.
Questo è dovuto alle molteplici guerre vittoriose e alla pace creatasi all'interno. Tutto ciò portò alla costruzione di nuove opere pubbliche e il rafforzo dell'esercito.
Purtroppo però questo benessere mise in evidenzia il contrastro già esistente tra le persone benestanti come i senatori e i cavalieri (Honestiores) e i plebei, artigiani (Humiliores).
Però la difesa precaria del limes introdotto da Vespasiano, l'epidemia di vaiolo che provocò una crisi demografica e la fine delle guerre che portarono la disoccupazione, la riduzione degli schiavi e delle risorse, dimostrarono che l'economia di Roma era molto fragile. Poprio per questo poi si parlarà di decaduta dell'Impero romano.

Durante il secondo secolo, le comunità cristiane si organizzarono in chiese in modo gerarchico: Vescovo al capo della comunità locale e i presbiteri (preti) ministri del culto. Questo si sviluppò grazie alla conversione dell'èlite ciitadina che metteva a disposizione le proprie case per la riunione dei fedeli. Purtroppo però i cristiani venivano comunque perseguitati, come al principato di Nerone in cui egli perseguitò le comunità cristiane accusandoli dell'incendio di Roma che si pensa lui stesso lo abbia provocato. Oppure come durante le dinastia Flavia in cui Tito e poi in seguito Domiziano, distrusse il tempio di Gerusalemme dando il via alla diàspora.
Questo portò alla nascita della letteratura apologetica che difendeva i cristiani dagli attacchi pagani e dei martiri (testimoni delle fede).
Per quanto riguarda la cultura di Roma durante l'età dell'oro si può dire che nell'impero i benestanti erano generalmente biligui e che quindi erano diffusi per lo più greco e latino. Infatti Orazio, un poeta, disse "La Grecia conquistata a sua volta ha conquistato il rozzo vincitore" poichè la cultura greca nell'oriente aveva molto influenzato Roma, tanto che alcuni Imperatori nei corsi dei secoli portavano la barba come gli ellenistici.
Per quanto riguarda il latino, invece molto diffuso in occidente, si era integrato nelle province con alcuni vocaboli o costruzioni grammaticali diverse dall'originale. Così nacquero le lingue neolatine come italiano, ladino, spagnolo, francese.

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