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Età augustea

Si ritiene che l'età augustea va dal 43 a.C al 17 d.C. Il 43 è l'anno della morte di Cicerone; il 17 è l'anno della morte di Ovidio, che rappresenta la seconda generazione dei poeti augustei.
In questo periodo troviamo Ottaviano. Uno degli eventi più significativi è la battaglia di Azio (tra Ottaviano e Antonio). La storia romana vede una guerra civile. Tutte le opere composte tra la morte di Cesare e la battaglia di Azio sono caratterizzate dalla paura di una guerra civile. Tra il 44 e il 31 sono: la guerra di Modena contro Antonio nel 43, nello stesso anno il secondo triumvirato, una temporanea conciliazione tra Ottaviano e Antonio. Nel 42 sconfitta definitiva dei cesaricidi a Filippi.
Il 31 pone fine alla guerra civile. Ottaviano torna nel 29 a Roma dove celebra il suo trionfo. Da questo momento in poi inizia un graduale riassestamento dello stato che salva le apparenze della legalità repubblicana, ma accentra ogni potere nelle mani di Ottaviano.

Ottaviano lascia alla nobilitas senatoria le magistrature tradizionali, ma assume il pieno controllo dello stato. Lo assume facendosi conferire nel 27 un'auctoritas che lo pone al di sopra di tutti i magistrati e il titolo di Augusto il che indica una preminenza fondata anche su implicazioni religiose statali. Detiene anche l'imperium consolare che gli dà il titolo consolare. Assume il titolo di princeps senatus che vuol dire primo dei senatori, e la carica di pontefice massimo. Ottaviano parla diarchia, in realtà, si tratta di un regime monarchico. L'ascesa politica di Ottaviano si accompagna all'aspirazione alla pace di tutto il corpo sociale dopo le aspirazioni delle guerre civili. Tacito un secolo dopo dice che nell'interesse della pace ogni potere fu conferito a uno solo.
Alla pace civile si riaccompagna la riorganizzazione dell'impero, ovvero, riorganizzazione dell'esercito, dell'amministrazione civile, risanamento dell'economia, salvaguardando gli interessi dei grandi proprietari terrieri, ma favorendo anche l'attività di commercianti e imprenditori. Ai veterani vengono conferiti premi in denaro e terreni coltivabili, le masse urbane vengono tenute a freno con elargizioni di viveri, organizzazione di ludi fastosi e un miglioramento dei servizi pubblici. Anche la cultura e le arti sono promosse nell'interesse del regime. Per la sua opera di riassestamento e sviluppo Augusto cerca e ottiene la cooperazione di intellettuali a cui non chiede di celebrare la sua persona e le sue imprese, quanto di appoggiare i suoi programmi e di sostenere e diffondere le idee a cui si ispiravano questi programmi. Sostanzialmente chiede agli intellettuali di farsi interpreti dei suoi orientamenti allargando le basi del consenso al regime (Virgilio e Orazio non sono dei servi del regime ma rispondono solo a una precisa richiesta di Ottaviano).

Da un punto di vista dell'attività letteraria abbiamo 3 periodi:
-il primo va dal 42 (proscrizioni del II triumvirato) al 31 (battaglia di Azio): è un periodo caratterizzato dal pessimismo, dall'approfondimento delle problematiche della tradizione umana. Orazio compone i suoi giambi e Virgilio le bucoliche. Il tema dominante delle opere di questo periodo è la grande paura, cioè, quell'angoscia incontrollabile che squassa Roma e le province, mentre gli eserciti dei cesaricidi di Antonio e di Ottaviano attraversano il paese (di questi spargimenti di sangue ne risente anche la provincia)
-il secondo va dal 31 all'ultimo decennio del primo secolo a.C: Ottaviano non è più un agitatore politico, ma getta le basi del comando sulla RES PUBLICA; dall'altro si pone come obiettivo la restaurazione di certi costumi. In questa fase c'è un rapporto di concordia, di restaurazione a cui collaborano i più grandi poeti romani (nel senso che partecipano con un ruolo attivo a questa cooperazione politico - culturale promossa da Mecenate e da Augusto)
-il terzo periodo va dall'ultimo decennio a.C alla morte di Augusto: tramonta l'illusione di un equilibrio politico. Il principato augusteo, diventato regime, non riesce più a mantenere la sintonia tra cultura e società. La vicenda personale di Ovidio. La vicenda di Ovidio segna la fine della parabola che era iniziata con la protezione accordata a Virgilio e Orazio da Ottaviano.

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