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’espansione coloniale greca: dal 1200 a.C. al 550 a.C.

Intorno al 1200 a.C. cadono i regni anche da una parte sotto la spinta dei Dori, dall’altra per gli effetti di una crisi politica e sociale. Prendono il potere le grandi famiglie dei nobili. Nasce la polis o città stato, al cui vertice si colloca l’aristocrazia. La polis è un organismo autonomo, con sue leggi, sue istituzioni, sua vita sociale, economica e culturale. Favorite dalla posizione geografica, le città stato divennero fiorenti centri commerciali, instaurando rapporti pacifici con i popoli dell’entroterra, le città fondate dai Dori mantennero sempre un carattere militaresco, riducendo in schiavitù gli abitanti del luogo. Il contrasto tra aristocratici da una parte e commercianti artigiani dall’altra per il controllo della città rimane alto. Anche quello fra ricchi e poveri resta notevole. Tali contrasti portano a soluzioni diverse: si ricorre all’opera di un “legislatore”, a un “arbitro” al di sopra delle parti, a un “conciliatore”. Talvolta si riesce a fondere abbastanza armonicamente le parti in lotta associandole alla guida della città. Nello stesso tempo riprende impulso il movimento di colonizzazione. Questa vola esso sarà diverso dal precedente e dettato da motivazioni sociali d economiche. Verso la metà del VI secolo il movimento coloniale perde di intensità per vari motivi, tra i quali la forte presenza di coloni fenici di Cartagine e la loro alleanza con gli Etruschi a occidente, l’opposizione dei regni di Frigia e lidia a oriente. Mentre nella Grecia continentale si affermano le varie poleis, le diversi stirpi greche vengono a contatto con altri popoli, fra i quali i Persiani, governati da una monarchi assoluta. Ciò determinerà scontri e notevoli mutamenti di ordine militare e socio politico.

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