Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Antonio pianificava di instaurare una monarchia ellenistica con capitale Alessandria, un progetto che preoccupò Ottaviano.
  • La lettera di ripudio di Antonio nei confronti di Ottaviano lo isolò politicamente e portò alla sua dichiarazione di nemico della patria.
  • Ottaviano dichiarò guerra a Cleopatra nel 33 a.C., evitando di menzionare Antonio, per proteggere i valori romani contro il dispotismo orientale.
  • La flotta romana, sotto il comando di Agrippa, si oppose a un esercito egiziano guidato da Antonio, che comprendeva 500 navi e 100.000 soldati.
  • La strategia di Ottaviano mirava a consolidare il suo potere in Occidente, presentando la guerra come una difesa dei principi romani.

Il piano di Antonio

Il disegno di Antonio di instaurare una monarchia orientale di tipo ellenistico con la capitale Alessandria era ormai esplicito: per Ottaviano era arrivato il tempo di sbarazzarsi di lui.

La reazione di Ottaviano

Antonio aveva inviato a Roma una lettera di ripudio, abbandonando anche ufficialmente il fedele e irreprensibile Ottaviano e così facendo si era alienato le simpatie di molti dei suoi seguaci; renderlo inviso a tutti non era dunque difficile e Ottaviano vi riuscì facilmente. Quest'ultimo, entrando in possesso del testamento di Antonio, ne diede lettura in Senato: Antonio aveva disposto che le province romane d’Oriente, quasi fossero sue proprietà personali, andassero in eredità ai due figli avuti da Cleopatra. Il Senato, con il consenso del popolo, dichiarò allora Antonio nemico della patria: nel 32 a.C., sostenuto anche dai comizi, dalle città italiche, da quelle della Gallia e della Spagna, Ottaviano fu incaricato di muovergli guerra.

La dichiarazione di guerra

Ufficialmente comunque il nemico non era Antonio. Nel 33 a.C, con lo scadere del secondo quinquennio di triumvirato, i poteri di Antonio erano decaduti; con gesto di grandissimo spregio, dunque, Ottaviano “ignorò” l’esistenza di Antonio e dichiarò formalmente guerra alla sola Cleopatra, accusata di essersi appropriata della parte orientale dell’Impero. Anziché intraprendere una guerra civile quindi Ottaviano muoveva guerra all’Egitto per difendere in nome di Roma i valori dell’Occidente contro il dispotismo orientale.

Le forze in campo

Tuttavia, se al comando della flotta romana vi fu Agrippa (il generale che aveva sconfitto Sesto Pompeo), l’esercito egiziano non poteva che essere guidato dallo stesso Antonio che lo aveva trasferito sulle coste occidentali della Grecia per poter da qui passare in Italia. Complessivamente, sommando le legioni romane d’Oriente, la flotta egiziana e quella dei sovrani alleati, Antonio poteva disporre di 500 navi, 100.000 fanti e 12.000 cavalieri.

Domande da interrogazione

  1. Qual era l'obiettivo di Antonio nella sua strategia politica?
  2. Antonio mirava a instaurare una monarchia orientale di tipo ellenistico con Alessandria come capitale, il che portò Ottaviano a considerarlo una minaccia da eliminare.

  3. Come reagì Ottaviano alla lettera di ripudio inviata da Antonio?
  4. Ottaviano utilizzò la lettera di ripudio per alienare le simpatie dei seguaci di Antonio e, leggendo il testamento di quest'ultimo in Senato, dichiarò Antonio nemico della patria, ottenendo il consenso per muovere guerra contro di lui.

  5. Quale strategia adottò Ottaviano per giustificare la guerra contro Antonio?
  6. Ottaviano dichiarò guerra a Cleopatra, accusandola di appropriazione della parte orientale dell'Impero, presentando così il conflitto come una difesa dei valori romani contro il dispotismo orientale, evitando di etichettare la guerra come civile.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community