Religione e culto dei morti e l'Ennéade


La religione egizia, vera e propria religione di Stato, fu l'esito della fusione progressiva di molti culti locali, le cui divinità finirono spesso con il confondersi con quelle venerate nelle città vicine, acquistando importanza grazie al faraone. Le forme di culto più antiche erano rivolte a divinità teriomorfiche: divinità "animali" ricollegabili alla natura e al suo ambiente, in particolare alla terra (Horus il dio falco, Bastet la dea gatta), all'acqua (il coccodrillo e l'ibis) e al deserto (lo sciacallo Anubi di questi animali, come ad esempio il gatto, erano ritenuti sacri e chi, anche accidentalmente, ne uccideva uno, veniva severamente punito.

Sempre alla natura erano collegate anche alcune delle divinità maggiori, raggruppate nell'Ennéade (cioè "gruppo dei nove"). Al vertice si trovava Ra, il dio creatore, identificato con il disco solare. Ra aveva generato Shu (l'aria) e Tefnut (l'umidità), i quali a loro volta avevano generato Geb, il dio della terra, e Nut, la dea-cielo. Da Geb e Nut erano nati Osiride e sua sorella sposa Iside, nonché Seth e sua sorella Nepthis. Secondo il mito Osiride fu ucciso e il suo corpo smembrato da Seth vitale (il Ka). Dall'unione tra Iside e Osiride nacque Horus (il dio falco), che si vendicò della malvagità di Seth uccidendolo. Osiride, divenuto dio dell'oltretomba, aveva il compito di giudicare i defunti che ai presentavano di fronte a lui al termine del loro viaggio nell'aldillà. Il mito di Iside e Osiride testimonia la fede degli antichi egizi nell'esistenza di una vita ultraterrena e si collega pertanto al culto dei morti e alla tecnica dell'imbalsamazione, mentre dietro il contrasto tra Osiride e Iside da una parte , e Seth e Nepthis dall'altra, si nasconde l'eterna lotta tra i pirincipi del bene e del male.

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