L'uguaglianza tra cittadini


La divisione della società egizia in ceti sociali rigorosamente determinati sin dalla nascita, "fotografa" in maniera nitida la condizione di disuguaglianza tra le varie componenti della società tipica dell'età antica. Alla base della piramide ci sono uomini e donne con il dovere di lavorare senza ricevere in cambio neanche diritto alla semplice sopravvivenza, messa spesso in discussione dall'arbitrio e della violenza di tanti sopra fattori. La casta sacerdotale, l'esercito e la nutrita cerchia di funzionari, burocrati e faccendieri che attorniano la corte del faraone sono invece testimoni di una mobilità sociale che riguarda soltanto i "piani alti" della gerarchia, riducendosi spesso a una lotta per il potere che talora vedrà a cadere vittima proprio i faraoni (e, più tardi, uomini politici greci e imperatori romani). Infatti il concetto di uguaglianza tra tutti cittadini di una comunità si è affermato solo di recente ed è tuttora messo in discussione in tante zone della Terra.

La nostra costituzione invece dedica alla pari dignità sociale e all'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge uno dei suoi primi capitoli, proprio per rimarcarne la centralità. Non si tratta tuttavia di una mera affermazione di principio, perché la carta costituzionale impegna lo Stato ad adoperarsi con una serie di azioni concrete per rimuovere gli ostacoli alla realizzazione dell'effettiva uguaglianza. È quest'ultima una caratteristica della nostra costituzione, che non si limita ad affermare puri principi e valori, ma si impegna a garantirne la concreta attuazione.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità