L’Illuminismo italiano

Prende come modello Rousseau, Voltaire e Montesquieu.
Si adatta ai contesti culturali dei singoli Stati, raggiungendo esiti originali e rilevanti sul piano culturale più che su quello politico e sociale.
Nascono i caffè: luoghi in cui si riuniscono gli intellettuali. I centri più importanti sono Milano(governata dall’Austria, dagli Asburgo, con sovrani illuminati che facevano riforme. Importanti esponenti furono Cesare Beccaria e i fratelli Verri) e Napoli, dove le nuove tendenze culturali trassero impulso dalla politica delle riforme dei Borboni.
L’intellettuale in Italia non ha più bisogno di una corte per praticare la propria attività; non è più un artista, poeta o scrittore, ma un esperto di economia e politica che da consigli ai sovrani.
Gli intellettuali del ‘700 sono i PHIOSOPH che diffondono le idee del progresso e i lumi della ragione;molti sono borghesi, infatti in Italia vivono famiglie agiate.

La letteratura diventa un passatempo. In campo letterario gli esponenti più importanti solo Goldoni, Alfieri(aristocratico) e Parini.
I luoghi in cui si fa cultura sono:
-Le accademie: sopravvivono e si occupano di temi interdisciplinari. Non operano in maniera uniforme in tutt’Italia. Le più importanti sono l’ Accademia dei Pugni e l’Accademia dei Trasformati( dove si sviluppa la poesia di Giuseppe Parini) a Milano, entrambe;
-I periodici/ giornali;
-Le corti, che però perdono d’importanza;
-I salotti: dove si riuniscono aristocratici e grandi borghesi (Francia);
-I caffè: dove si riuniscono gli intellettuali che non hanno un salotto.

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