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Giuseppe Parini

Abate dalle idee moderne e illuminate, nei suoi scritti Parini sferza con pungente ironia la classe dirigente del suo tempo, protagonista della sua più celebre opera, Il giorno. Nato nel 1729 in provincia di Como da una famiglia modesta, studia a Milano, dove viene ordinato sacerdote e accetta di lavorare come insegnante per il duca Serbelloni. A contatto con il mondo della nobiltà, Parini matura una forte avversione per i privilegi, per la superbia e la corruzione di questa classe sociale. La critica dei vizi della nobiltà, il tema dell’uguaglianza e della dignità della persona umana si ritrovano nel suo capolavoro, il poema satirico Il giorno. Le prime due parti, Il mattino e Il mezzogiorno, sono pubblicate nel 1763 e nel 1765 e vengono accolte con favore dagli intellettuali illuministi e dal governo austriaco, impegnato in una politica di riforme. Grazie al successo ottenuto, Parini viene chiamato a dirigere la Gazzetta di Milano e poi a insegnare eloquenza e belle lettere nelle Scuole Palatine. All’insegnamento Parini si dedica con passione, convinto che la poesia abbia un alto valore educativo e possa contribuire al rinnovamento morale della società. Pubblica le Odi e quindi termina la stesura del Giorno. Quando nel 1796 , le truppe di Napoleone entrano in città, Parini partecipa al nuovo governo repubblicano; ben presto, tuttavia, rivendica la libertà di Milano da ogni dominio straniero e per questo motivo viene allontanato dall’incarico. Muore nel 1799, pochi mesi dopo la restaurazione del governo austriaco a Milano, ammirato e rispettato dai suoi concittadini.

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