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Il Giorno

Il Giorno è un poemetto satirico-didascalico in endecasillabi sciolti di Giuseppe Parini. L’opera, incompiuta, descrive la giornata tipica di un giovane signore che è guidato da un servile precettore (incarnato da Parini), e che finge di essere in accordo con l’ideologia nobiliare. Ma nel descrivere le parti della giornata, Parini mette in risalto il vuoto che in realtà caratterizza la giornata, e lo fa con ironia e allegria, che nascondono però un duro sarcasmo, nei confronti anche dei privilegi dei nobili, che non hanno senso a paragone con la vita del popolo.

La stesura

L’opera è incompiuta, tantoché sono state pubblicate solamente 2 parti: il Mattino (1763) e il Mezzogiorno (1765), anche se Parigi nella sua vita progetta di dividere l’opera in 4 parti: Il Mattino, il Meriggio, il Vespro e la Notte, col titolo complessivo de il Giorno. Per il suo progetto, Parini cerca di unificare le 2 parti. Per questo motivo riscrive delle sequenze, ne modifica lo stile e cambia persino il titolo de Il Mezzogiorno in il Meriggio. La 3° parte è la meno elaborata e la più breve, al contrario invece della 4°, che però non è completa. Nonostante ciò, nel 1801 l’opera viene stampata da Francesco Reina, un suo allievo, e successivamente viene però modificata tra l’Ottocento e l’inizio del Novecento, dal critico Dante Isella, che separa le prime 2 parti, da quelle incompiute, mettendo però in risalto l’originalità di Parini.

Le fonti

Prima di Parini, anche altri autori avevano affrontato il tema dell’insignificanza dei nobili, come per esempio Jean de la Bruyère, con la sua satira sociale nei “Caratteri”. Anche per scrivere il Mattino, dal punto di vista tematico, Parini si è ispirato al poema latino del professore gesuita Giovanni Lorenzo Lucchesini, che inizia appunto con un giovane nobile, infastidito dal servitore che lo deve svegliare. Dal punto di vista stilistico, si può notare un collegamento con Virgilio, in particolare con le “Georgiche”, ma anche col poema eroicomico, tra cui “La secchia rapita” di Alessandro Tassoni.

La trama

Il Giorno narra gli insegnamenti che un precettore fa ad un nobile allievo, in modo da imparare i comportamenti adatti alla vita mondana. Questi insegnamenti sono però “falsi” in realtà, in quanto lodano i vizi e i privilegi, e per questo motivo sono descritti con ironia. Nonostante quest’ironia però, viene descritta dettagliatamente la quotidianità di un aristocratico, che si basa sull’ozio, e per ciò esso, e gli aristocratici in generale, vengono considerati come inutili e parassiti. L’opera è divisa appunto in 4 parti:
- Il Mattino, che descrive il risveglio del nobile allievo a tarda ora, dato che il giorno precedente egli era a feste, balli e bevute. Poi vi sono la colazione, molto ricca e variegata e poi le chiacchiere con i maestri di canto e di ballo. Dopo egli compie il dovere di cicisbeo, occupandosi cioè di una dama, facendole compagnia e servendola in ciò che le serve per le giornata, e poi dopo una piccola pausa con la favola mitologica tra Amore e Imene, l’allievo viene lavato e acconciato, per recarsi città con la sua carrozza;
- Il Mezzogiorno, dove l’allievo si reca a tavola della dama, conversando di arte, commercio, industria, con però una certa arretratezza e pregiudizio. A tavola poi, nessuno è soddisfatto del cibo, nessuno a fame, ma cerca solo di soddisfare il piacere e il palato raffinato. Dopo vi è un’altra breve pausa con la favola del piacere, che mette in risalto l’inferiorità del popolo, affermando che la differenza tra gli aristocratici e il popolo deriva dal fatto che i nobili hanno come scopo di vita, l’appagamento dei sensi e il piacere, mentre gli altri no. Fra coloro che sono seduti a tavola vi è inoltre, anche un vegetariano che commuove la dama che pensa alla sua vergine cuccia, ovvero alla sua cagnolina che aveva morso il piede di un servo, che gli aveva dato un calcio. Dopo i diversi racconti, i commensali, per non sentire gli odori degli avanzi, si ritirano e dopo il caffè, l’allievo gioca al tric-trac, un gioco da tavola;
- Il Vespro, dove all’imbrunire, il giovane e la dama, si recano con la carrozza, tramite le strade cittadine ( descritte dettagliatamente insieme al popolo) dai loro amici e amiche;
- La Notte, dove l’allievo si dedica alla composizione. Poi vi è la descrizione del salotto notturno, e dei personaggi che lo frequentano, e infine si gioca con le carte da gioco.
Rispetto alle prime 2 parti, dove Parini si concentra maggiormente nel descrivere le giornata, nelle ultime 2 vi è una dettagliata descrizione dell’aristocrazia, dei loro amori, litigi e soprattutto divertimenti. Il tono con cui tutto ciò viene descritto è pensoso, e trasmette la delusione di Parini verso l’aristocrazia e i loro privilegi, con la speranza di un cambiamento. Solo in alcuni punti vi è però proprio la polemica dell’autore, con la quale egli si distacca da tutto ciò.
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